UN ALBERO DAVVERO SPECIALE, PENSIERI E PAROLE CONTRO IL PREGIUDIZIO

Categoria: Attualita' Scritto da Catello Mario Pace / December 7, 2019

il giorno 9 dicembre l'associazione ARBESQUE  di Portici, in collaborazione con l' associazione IL MANDORLO e con il comune di San Sebastiano al Vesuvio, ha scelto un angolo dei giardinetti di Piazzale Plinio per piantare un piccolo abete simbolo della lotta al pregiudizio.

 

Due associazioni, Arabesque con presidente Paola De Luca e il Mandorlo con presidente Salvatore Vitiello

hanno accompagnato un gruppo di ragazzi portatori di handicap in una giornata simbolo di rivoluzione, come evidenziato dalla presidente Paola De Luca : «L’albero che piantiamo oggi è simbolo di crescita e di integrazione, è l’albero simbolo di una battaglia che vuole vincere il pregiudizio e dare a questi ragazzi un mondo ed una società che non si fermi alle apparenze e che conceda loro diritti e soprattutto doveri »

Le due associazioni sono impegnate in attività e laboratori il cui obiettivo viene sintetizzato in un breve discorso dal presidente Salvatore Vitiello: «Noi operiamo per cercare di rendere autonomi questi ragazzi e fare in modo che essi possano avere meno difficoltà nella vita sociale.»

Il vero problema non può essere soltanto della diversità che caratterizza questi ragazzi, come conferma la dottoressa Emanuela Griffo: «Il pregiudizio è figlio di una negazione delle possibilità, siamo in una società che non concede possibilità a chi non è in grado di stare al passo con la frenesia di un contesto sociale che ha perso i valori fondamentali, bisogna dare l’opportunità a tutti di coltivare le proprie abilità senza cadere nella comodità di una sbrigativa negazione»

Esiste dunque un bisogno da parte di tutti che

a confermarlo sono le parole di due dei tanti genitori presenti all’iniziativa, la signora Bottigliero Maria madre di Francesco e Antonio Mignano padre di Martina. entrambe le testimonianze mettono in risalto un problema di formazione ed educazione della società più che dei portatori di handicap, la signora Bottigliero dice: «basta vedere gli sguardi delle persone quando vedono passare mio figlio per capire quanto chiusa e miope sia il punto di vista delle maggioranze sociali», il signor Mignano evidenzia la necessità di un approccio diverso nell’attività di educazione e formazione: «in una società evoluta, non si può pretendere che siano solo le minoranze a formarsi ed avvicinarsi alle abitudini e necessità della società tutta, c’è bisogno di una formazione inversa che permetta scambi relazionali più naturali, il mondo è di tutti e tutti hanno diritto di vivere la loro vita senza essere considerati un peso, io come padre ho il diritto e il dovere di vedere mia figlia felice e di offrirle il meglio»

La stessa convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (13 dicembre 2006) conferma la necessità di una prospettiva diversa in merito al problema: «Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con altri» bisognerebbe dunque abbattere queste barriere e soltanto con la cooperazione tra cittadini e istituzioni sensibili è possibile lottare contro di esse e contro il pregiudizi che da esse derivano.

Eventi come quello che si è svolto lo scorso 9 dicembre presso il piazzale Plinio di San Sebastiano al Vesuvio sono il frutto di un lavoro importante portato avanti dal comune di San Sebastiano, il sindaco Salvatore Sannino insieme agli assessori all’ambiente e vice sindaco Giuseppe Panico, all’assessore alle politiche culturali con delega alla pubblica istruzione Assia Filosa e il consigliere Cosimo Tarantino che si occupa di fornire un supporto tecnico alle diverse iniziative ed eventi lavorano da due anni e mezzo a progetti importanti dedicati alle politiche sociali. Il consigliere Tarantino ha più volte espresso il desiderio di un coinvolgimento di tutti i comuni vicini e lontani sperando nella diffusione a macchia d’olio di alberi simbolo della lotta al pregiudizio, una diffusione che secondo l’assessore all’istruzione Filosa è possibile solo grazie al lavoro delle istituzioni che devono fare da ponte tra le diverse realtà, mettere in comunicazione enti e soggetti validi per un sistema a rete in grado di concretizzare il desiderio di cambiamento attraverso un lavoro quotidiano, un confronto continuo e un forte senso di ospitalità. Ad intervenire è stato anche il consigliere regionale Alfonso Longobardi, il quale ha espresso l’importanza della sinergia tra i vari enti ed istituzioni affinchè si possa sempre garantire un’azione efficace, per sua iniziativa, come vicepresidente della commissione al bilancio ha fatto istituire un fondo per disabili intitolato “Durante Noi” di 500.000  € annui da devolvere alle famiglie con figli affetti da disabilità che si affianca al fondo “Dopo di Noi” che la regione Campania ha istituito per tutelare i disabili anche dopo la scomparsa dei genitori.

Da non trascurare, inoltre,  l’intreccio tra politiche sociali ed ambientali che questa importante iniziativa ha promosso. L’assessore all’ambiente Panico ci ha tenuto a sottolineare la coerenza dell’iniziativa promossa dall’associazione Arabesque con un intervento di tutela ambientale che a partire dal 2016 vede come protagonisti la Regione Campania, il comune di San Sebastiano al Vesuvio e la società regionale SMA per la messa in sicurezza del patrimonio arboreo  vesuviano.

 

L’abete piantato nei giardinetti di  Piazzale Plinio è stato in fine addobbato con i desideri dei nostri ragazzi speciali:

Francesco ha racchiuso nella sua sfera natalizia il desiderio di trovare un lavoro

Gaetano ha espresso il desiderio di imparare a cantare

Gaia vorrebbe un amico

Mario vorrebbe diventare un ballerino professionista

Martina desidera più amore

Vincenzo desidera conoscere la squadra del Napoli

desideri semplici, sinceri e lontani dallo sterile materialismo contemporaneo.

 

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Info sull'autore


Catello Mario Pace

Laureato in Scienze Storiche con il massimo dei voti, giornalista, ricercatore per passione e restauratore per hobby. Credo in una missione di diffusione della cultura come valore imprescindibile per il benessere e la libertà di ogni individuo.  Come disse il filosofo tedesco Hans Georg Gadamer, scomparso il 14 marzo del 2002 alla veneranda età di 102 anni: La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.