“PRIMAVERA A VILLA CUOMO”. INTERVISTA AL DOTT. MARIO CESARANO

Categoria: Beni Culturali Scritto da Palma Emanuela Abagnale / November 19, 2019

Sabato 27 maggio si terrà, presso il sito archeologico di Villa Cuomo, in Via Casa Salese a Sant’Antonio Abate, l’evento “Primavera a Villa Cuomo”… http://www.camcampania.it/conoscere-il-territorio/beni-culturali/1092-primavera-a-villa-cuomo-ri-scoperta-di-un-bene-archeologico.html

Un grande ringraziamento, da parte del Comune di Sant’Antonio Abate, va alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e al Dott. Mario Cesarano, che ha già tenuto (mercoledì 17 maggio, presso la Biblioteca Comunale), per gli alunni della sede distaccata del Liceo E.Pascal di Sant’Antonio Abate, una lezione introduttiva incentrata sul valore dei beni culturali e dei siti archeologici presenti sul territorio, che rappresentano una risorsa per la comunità, e che vanno quindi valorizzati attraverso iniziative come quella del 27 maggio.

“La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli - ha affermato il Dott. Mario Cesarano - ha competenza sul territorio di Sant’Antonio Abate dal luglio 2016; si tratta di un territorio che prima era sotto la competenza della Soprintendenza Archeologia di Pompei. La Soprintendenza, dopo la riforma del Ministero, non ha ufficialmente più compiti di valorizzazione, che per la maggior parte spettano al Polo Museale Regionale della Campania, cui afferiscono i tanti musei e molte delle aree archeologiche campane, oltre poi ai siti che sono stati dichiarati Parchi Autonomi, come Pompei, Ercolano, Paestum, a breve anche i Campi Flegrei, ed altri.

Quindi la Soprintendenza svolge innanzitutto un’azione di tutela; interviene nell’ambito della realizzazione delle opere pubbliche che si realizzano sul territorio, interventi da parte di privati che prevedano movimentazione di terra, e al tempo stesso ha in consegna dal Ministero quelli che sono i beni archeologici che insistono sul territorio di propria competenza, tra cui anche Villa Cuomo, che si trova in Via Casa Salese a Sant’Antonio Abate.

C’è tutta l’intenzione di fare tutela a partire dalla conoscenza del territorio, in quanto la tutela si avvera soprattutto con la partecipazione dei cittadini che prendono coscienza in modo responsabile di quanto posseggono; noi funzionari della Soprintendenza abbiamo in effetti soltanto in consegna e in custodia dei beni che appartengono ai cittadini. Quindi abbiamo da subito ripreso il dialogo che già il Comune di Sant’Antonio Abate aveva avviato con la Soprintendenza di Pompei, ci siamo posti sulla stessa scia e stiamo continuando in quella direzione, anche se a volte queste cose richiedono un po’ di tempo.

Bisognava capire innanzitutto quali fossero le condizioni del sito, che in effetti sono pregevoli perché Villa Cuomo è stata oggetto di restauri non molti anni fa. Vi furono, infatti, azioni di restauro delle pareti affrescate e la messa in sicurezza del sito, che è dotato di tutte le utenze necessarie; tant’è che in occasione di questa programmata apertura del 27 maggio 2017 è stato necessario solamente programmare un intervento di pulizia della vegetazione spontanea.

Oltre a quella dell’Amministrazione, è stata grande anche la disponibilità dei cittadini, desiderosi di riappropriarsi di questo patrimonio: in tanti hanno dato la propria disponibilità a titolo gratuito, in quanto volenterosi di essere partecipi della crescita del territorio e di quel bene comune senza il quale anche l’interesse privato non ha alcun senso e decade.

Abbiamo scelto insieme una data: quando sono arrivato a Sant’Antonio Abate ho ricevuto in dono l’opuscolo fatto stampare nel 1976 dal dott. Cuomo, lo scopritore della Villa, che si trovava all’interno della sua proprietà. Leggendo con molto interesse questo libricino che si fa leggere tutto d’un fiato, se ne percepisce tutto l’entusiasmo e la passione, contagiosa per tutti quanti collaborarono a portare alla luce il sito (all’epoca fu creato da alcuni studiosi un comitato archeologico, che potrò avanti, anche a proprie spese, i lavori di scavo per far “riemergere dalle ceneri” una parte della villa rustica, in gran parte ancora interrata).

Nell’opuscolo si afferma che Carlo Cuomo diede avvio ai lavori il 27 maggio del 1974, è per questo che abbiamo scelto come data quella del 27 maggio 2017; una data simbolica dunque, che serve a dare il segnale di una rinascita, nel segno però di una continuità, anche perché in realtà dal momento in cui la villa è stata portata alla luce non c’è stata mai una interruzione, il personale della Soprintendenza è stato sempre presente, ci sono stati sul sito diversi interventi e studi (si pensi al volume edito nel 2013 “Ager Stabianus et Pompeianus. L’esempio della villa B di Oplontis e della Villa Cuomo di Sant'Antonio Abate”, in cui si parla ampiamente di Villa Cuomo). In più, molti affreschi della villa che sono stati asportati per evitare atti di vandalismo e furti girano continuamente per il mondo, in grosse mostre, quindi l’attenzione da parte del mondo scientifico sulla villa non si è mai spento. A giugno, inoltre, si terrà a Pompei un importante convegno in cui si parlerà anche di Villa Cuomo. Quindi siamo veramente nel solco della continuità.

Una continuità che non viene percepita ovviamente da coloro che non stanno “da questa parte della barricata”, perché l’unica cosa che arriva è il fatto che la villa è ufficialmente non fruibile perché non c’è un cancello aperto ogni mattina, ma la fruibilità non vuol dire soltanto questo: sono tantissimi i siti che vengono aperti su richiesta, anche perché dobbiamo far fronte a quelle che sono le risorse umane ed economiche disponibili, però la villa non è stata mai davvero abbandonata a se’ stessa, quindi, più che una riapertura, l’evento del 27 maggio servirà a riaccendere l’attenzione, soprattutto da parte degli abitanti del territorio, sul sito archeologico, perché all’infuori di questo territorio la Soprintendenza e gli studiosi non hanno mai dimenticato Villa Cuomo; sono gli abitanti del posto che devono accorgersi che questo sito esiste, e poi scegliere cosa farne, se vogliono o meno responsabilizzarsi in quella che è la cura, la manutenzione, la valorizzazione, perché noi rispondiamo a quella che è una richiesta della comunità: se la comunità non è interessata noi chiudiamo i cancelli e pensiamo esclusivamente a quella che è la conservazione del sito.”

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Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.