UN SEMINARIO DI ARCHEOLOGIA A ISCHIA: LO STORYTELLING DELL'ISOLA

Categoria: Beni Culturali Scritto da Rosa Regine / November 18, 2019

Cari amici lettori, oggi vi parliamo di un seminario di archeologia, articolato in cinque incontri, che si è tenuto a Ischia, nel periodo compreso tra febbraio e maggio scorsi. Il titolo del seminario era “Storytelling: raccontare Pithekoussai”. Questi i titoli dei singoli

appuntamenti:

  • Storytelling. Dalle notizie degli eruditi italiani e stranieri alla scoperta archeologica dell’antica Pithekoussai;
  • Storytelling. Processi produttivi nel mondo antico: artigianato figulino e metallurgico a Pithekoussai;
  • Storytelling. Culti e aree sacre in epoca greco-romana: dall’Acropoli di Monte di Vico a Pastòla fino a S. Restituta;
  • Storytelling. Integrazione e marginalità nel mondo antico;
  • Storytelling. Ideologia  e ritualità funeraria.

Il seminario, promosso dal Centro Studi Isola d’Ischia, accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, è stato curato dalla giovane archeologa ischitana Mariangela Catuogno, che sin dalla sua formazione universitaria si è dedicata allo studio e alla ricerca delle evidenze archeologiche dell’isola d’Ischia.

Abbiamo incontrato la dottoressa Catuogno, perché ci raccontasse le sue impressioni su queste giornate, che, per di più, sono state riconosciute come corso di aggiornamento per docenti curato dal Centro Iniziativa Democratica Insegnanti dell’isola d’Ischia (CIDI). Abbiamo chiesto il motivo di un seminario del genere, articolato in più giorni, a Ischia, e l’intenzione prevalente da parte dell’archeologa  Catuogno è stata quella di provare ad avvicinare il grande pubblico isolano, e quindi non solo altri archeologi, all’archeologia di Ischia. Come? Narrando la storia dell’isola a partire dai reperti archeologici e dai testi antichi, affrontando un viaggio. Già. Perché, checché se ne dica, gli isolani poco conoscono della proprie origini, e delle campagne di scavo sul proprio territorio.  L’uso dello storytelling, del racconto appunto, è stato fortemente voluto per rendere in maniera semplice e divulgativa il collegamento tra le fonti storico-letterarie e le fonti archeologiche, che costituisce l’approccio rigoroso del metodo della ricerca storica. Ed è stato proprio questo parallelismo il leit motiv del primo incontro che ha condotto gli uditori a conoscere anche l’evoluzione della storia degli studi, che è arrivata a considerare Ischia il più antico insediamento greco del Tirreno. L’archeologa ha ricordato, tra le tante, alcune figure di studiosi che tanta parte hanno avuto nel secolo scorso nella scoperta dell’antica Pithekoussai, come l’archeologo tedesco Giorgio Buchner, che fu anche funzionario della Soprintendenza archeologica di Napoli con delega su Ischia, e il sacerdote-archeologo isolano don Pietro Monti.

 Nel secondo incontro, invece, l’attenzione è stata concentrata in maniera specifica sull’artigianato ceramico e metallurgico dell’antica Pithekoussai come espressione di un vissuto sociale, e il pubblico ha potuto cogliere, anche a livello visivo, la grande capacità innovativa, nell’iconografia e nelle forme, degli artigiani isolani dell’VIII secolo a.C., che la rende esempio del fenomeno coloniale dei greci in Occidente. Nel terzo incontro sono state esaminate le aree archeologiche principali dell’isola, come il sito di Pastòla, o il cosiddetto “quartiere dei ceramisti” sotto la Chiesa di Santa Restituta e i reperti archeologici più importanti,  tra cui il “Cratere del naufragio”,  sul quale è stata raccontata, per immagini, la storia di un naufragio.

 

Con il quarto incontro l’archeologa ha illustrato come gli oggetti rinvenuti durante le campagne di scavo consentano una possibile ricostruzione storica dei rapporti tra le diverse etnie presenti sull’isola (fenicia, aramaica, italica e greca) e delle loro evoluzioni.

E il seminario non poteva concludersi in altro modo se non con l’ultimo incontro, durante il quale l’archeologa ha trattato i temi dell’ideologia e della ritualità funeraria. Lo studio dei sepolcreti infatti è utile per la conoscenza dell’ideologia funeraria e rappresenta la celebrazione dello status sociale del defunto.

La difficoltà più grande, ci ha spiegato la Catuogno, “è stata quella di dare una visione del vissuto isolano cercando attraverso macroargomenti di cogliere le dinamiche sociali, politiche e culturali in epoca greco-romana”.

Gli interventi di questo seminario sono stati registrati e probabilmente saranno pubblicati. Una grande occasione: la possibilità per l’isola di mostrare il suo passato in maniera divulgativa, senza perdere di vista però l’approccio scientifico. In bocca al lupo all’archeologa Catuogno e a chi come lei crede che sia necessario mostrare un’immagine di Ischia a 360 gradi, per non far perdere nulla della sua importanza.

Thank for sharing!

Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.