DALLA VERGINE DELLA VITTORIA ALLA MADONNA DI POMPEI. Pompei, Lepanto e il medioriente

Categoria: Beni Culturali Scritto da Mario Notomista / September 19, 2019

Il prossimo 7 ottobre, come ogni anno, la chiesa cattolica celebra la solenne festività della Beata Vergine del Rosario.

Molti fedeli rivolgeranno il loro sguardo verso uno dei santuari mariani più importanti d’Italia, convinti che la storia della Madonna del Rosario si intrecci con quella della nascita e lo sviluppo del Santuario di Pompei. Tuttavia i fatti non stanno proprio così. Infatti, la devozione verso la Madonna di Pompei è un fenomeno recente, sorto alla fine dell’Ottocento per volere di un laico, il beato Bartolo Longo. Questi, abbandonata la carriera di avvocato, si dedicò anima e corpo alla diffusione del culto del Rosario trasformando la piccola campagna di Pompei in una vera e propria cittadella della spiritualità mariana. In pochi anni diede il via alla costruzione di una monumentale chiesa dove posizionò un quadro che ritrae la Vergine Marina con in braccio il bambino Gesù mentre donano a San Domenico e Santa Caterina da Siena la corona del rosario. Questa icona entrò subito a far parte della vita dei fedeli che vedevano nell’opera di Bartolo Longo un segno tangibile della protezione della Vergine. Divenne immediatamente meta di pellegrinaggi anche e soprattutto per le tante grazie che Dio elargiva ai credenti per intercessione di Maria. Con il crescere delle devozione verso la Madonna di Pompei però il culto della Vergine del Rosario perse il suo aspetto originario che commemorava un evento importante della storia del cristianesimo moderno avvenuto il 7 ottobre del 1571 nel Mar Mediterraneo e passato alla storia con il nome di Battaglia di Lepanto. Qui si fronteggiarono non solo due armate ma due ideologie religiose apparentemente opposte; da una parte la flotta cristiana della Lega Santa guidata da don Giovanni d’Austria e dall’altra quella dell’Impero Ottomano comandata dal mussulmano Müezzinzade Alì Pascià. Lo scontro fu vinto dai cristiani e si narra che il giorno stesso della battaglia il papa Pio V, che aveva indetto e benedetto la crociata contro gli infedeli, ebbe una visione in cui gli fu annunciata la vittoria e che alle ore 12 esclamò:  suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima. Il trionfo attribuito all’intercessione di S. Maria succurre miseris, come recitava il vessillo sulla nave Real guidata dal principe don Giovanni d’Austria, indusse il papa a dedicare il 7 ottobre alla festa di Nostra Signora della Vittoria, successivamente trasformata da papa Gregorio XIII in Nostra Signora del Rosario, proprio per celebrare l’anniversario della storica vittoria ottenuta per intercessione dell'augusta Madre del Salvatore, Maria.Sembra incredibile ma a distanza di poco meno di quattrocentocinquant’anni questa “battaglia religiosa” sembra riproposi con forme e modalità differenti. La guerra in medioriente e i recenti attentati che hanno colpito l’occidente ne sono una prova evidente. Eppure non bisogna dimenticare che la guerra non è mai spinta da motivi religiosi ma soltanto da interessi speculativi e finanziari. Per questo motivo, quest’anno, nel ricordare la festività della Madonna del Rosario non lasciamo cadere l’insegnamento che la storia ci rivolge quotidianamente: la religione è solo una scusante utilizzata dai governanti per giustificare agli occhi del mondo le loro azioni scellerate. 

Il prossimo 7 ottobre, come ogni anno, la chiesa cattolica celebra la solenne festività della Beata Vergine del Rosario. Molti fedeli rivolgeranno il loro sguardo verso uno dei santuari mariani più importanti d’Italia, convinti che la storia della Madonna del Rosario si intrecci con quella della nascita e lo sviluppo del Santuario di Pompei. Tuttavia i fatti non stanno proprio così. Infatti, la devozione verso la Madonna di Pompei è un fenomeno recente, sorto alla fine dell’Ottocento per volere di un laico, il beato Bartolo Longo. Questi, abbandonata la carriera di avvocato, si dedicò anima e corpo alla diffusione del culto del Rosario trasformando la piccola campagna di Pompei in una vera e propria cittadella della spiritualità mariana. In pochi anni diede il via alla costruzione di una monumentale chiesa dove posizionò un quadro che ritrae la Vergine Marina con in braccio il bambino Gesù mentre donano a San Domenico e Santa Caterina da Siena la corona del rosario. Questa icona entrò subito a far parte della vita dei fedeli che vedevano nell’opera di Bartolo Longo un segno tangibile della protezione della Vergine. Divenne immediatamente meta di pellegrinaggi anche e soprattutto per le tante grazie che Dio elargiva ai credenti per intercessione di Maria. Con il crescere delle devozione verso la Madonna di Pompei però il culto della Vergine del Rosario perse il suo aspetto originario che commemorava un evento importante della storia del cristianesimo moderno avvenuto il 7 ottobre del 1571 nel Mar Mediterraneo e passato alla storia con il nome di Battaglia di Lepanto. Qui si fronteggiarono non solo due armate ma due ideologie religiose apparentemente opposte; da una parte la flotta cristiana della Lega Santa guidata da don Giovanni d’Austria e dall’altra quella dell’Impero Ottomano comandata dal mussulmano Müezzinzade Alì Pascià. Lo scontro fu vinto dai cristiani e si narra che il giorno stesso della battaglia il papa Pio V, che aveva indetto e benedetto la crociata contro gli infedeli, ebbe una visione in cui gli fu annunciata la vittoria e che alle ore 12 esclamò:  suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima. Il trionfo attribuito all’intercessione di S. Maria succurre miseris, come recitava il vessillo sulla nave Real guidata dal principe don Giovanni d’Austria, indusse il papa a dedicare il 7 ottobre alla festa di Nostra Signora della Vittoria, successivamente trasformata da papa Gregorio XIII in Nostra Signora del Rosario, proprio per celebrare l’anniversario della storica vittoria ottenuta per intercessione dell'augusta Madre del Salvatore, Maria. Sembra incredibile ma a distanza di poco meno di quattrocentocinquant’anni questa “battaglia religiosa” sembra riproposi con forme e modalità differenti. La guerra in medioriente e i recenti attentati che hanno colpito l’occidente ne sono una prova evidente. Eppure non bisogna dimenticare che la guerra non è mai spinta da motivi religiosi ma soltanto da interessi speculativi e finanziari. Per questo motivo, quest’anno, nel ricordare la festività della Madonna del Rosario non lasciamo cadere l’insegnamento che la storia ci rivolge quotidianamente: la religione è solo una scusante utilizzata dai governanti per giustificare agli occhi del mondo le loro azioni scellerate. 

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Info sull'autore


Mario Notomista

Archeologo. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali - Indirizzo Archeologico - presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benicasa. Nello stesso ateneo ha conseguito il titolo magistrale in Archeologia. Presso l’Università degli Studi di Salerno si specializza in Archeologia Classica. Ha partecipato a diverse campagne di scavo archeologico in Area campana e in particolare a Pompei ed Ercolano. Dal 2008 è impegnato come archeologo nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project. Ha pubblicato diversi articoli scientifici e partecipato alla pubblicazione di volumi su ricerche archeologiche. Ha collaborato alla realizzazione di mostre e allestimenti museali. Attualmente è membro del Comitato Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e consulte scientifico del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. Nel 2012 è stato nominato membro del Comitato per gli Scavi di Stabia - fondato nel 1950.