SGUARDO SUL PIANORO DI VARANO E LE SUE VILLE

Categoria: Beni Culturali Scritto da Fioravante Gargiulo / November 17, 2019

Proseguendo il nostro percorso nei siti archeologici più importanti del nostro territorio, vogliamo ora descrivere brevemente le ville d’otium che sorgevano sul pianoro di Varano in Castellammare di Stabia, ed erano costruite in posizione dominante e panoramica con vista sul mare ed erano collegate alla costa per mezzo di rampe a gradini realizzate lungo la scarpata e ancora oggi se ne conservano i resti.

Queste ville furono edificate dopo la distruzione di Stabiae ad opera di Silla avvenuta nell’89 a.C., quando la città di Stabiae perse la sua autonomia e fu sottoposta alla città di Nuceria. Anch’esse, così come le ville rustiche, furono distrutte dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. quando era imperatore Tito. In questo arco di tempo, che intercorre dalla loro costruzione, all’eruzione che le seppellì, il luogo divenne una zona residenziale dove i cittadini più ricchi potevano dedicarsi al riposo, ai piaceri e ai propri interessi culturali.

Sul pianoro di Varano nel comune di Castellammare di Stabia erano allineate sei ville: villa in località Belvedere, dopo essere stata indagata nel XVIII secolo ad opera dei Borbone non venne più riesplorata; la villa Arianna, il cosiddetto Secondo Complesso e la villa San Marco, parzialmente scavati e attualmente visitabili grazie al lavoro, negli anni ’50 del secolo scorso, del preside Libero d’Orsi che, basandosi sulle notizie e le piante redatte dai funzionari borbonici, individuò e portò di nuovo alla luce le ville; la villa del Pastore, parzialmente scavata ma attualmente interrata; e infine la villa in località San Marco, di cui è visibile un tratto di muro in opera reticolatanella scarpata lungo Via Varano. Altre due ville d’otium sorgono nel comune di Gragnano (villa di Anteros ed Heraclio) e  Santa Maria la Carità (villa del Petraro).

Le ville hanno restituito: decorazioni soprattutto in III e IV stile, anche se non mancano esempi degli stili precedenti; ambienti termali provvisti di calidariumfrigidarium tepidariumambienti di rappresentanzamolti con pavimenti in mosaico, con suppellettili e materiali di grande valore artistico e di pregevole fattura come un cratere a calice di marmo alabastrino proveniente da villa San Marco, un labrum e la statua del Pastore rinvenuti nella cosiddetta “villa del Pastore”, anfore in vetro, oggetti in oroargento e bronzo da villa Arianna; infine giardininatatioperistili, porticati e ambulationes (percorsi per passeggiate).

Fonti:

G. Di Massa, Il territorio di Gragnano nell’antichità e l’Ager Stabianus, Castellammare di Stabia 2000.

G. Bonifacio – A. M. Sodo, Stabiae, guida archeologiche alle ville, Castellammare di Stabia 2001.

AA. VV., In Stabiano, Cultura e Archeologia da Stabiae: la città e il territorio tra l’età arcaica e l’età romana
(Catalogo Mostra Castellammare di Stabia, 4 novembre 2000 – 31 gennaio 2001), Castellammare di Stabia 2001.

D. Camarda – A. Ferrara, Tesori di Stabiae. Treasures from Stabiae, Castellammare di Stabia 2004.

F. Pensando – M. P. Guidobaldi, Pompei, Oplontis, Ercolano, Stabiae (“Guida archeologica Laterza”), Roma – Bari 2006.

AA. VV., Otium ludens. Stabiae, cuore dell’impero romano, Castellammare di Stabia 2009.

Thank for sharing!

Info sull'autore


Fioravante Gargiulo

Archeologo, appassionato di Fotografia, Socio dell'Associazione CamCampania.