VISITE GUIDATE GRATUITE ALLA TORRE DEI GUEVARA DI ISCHIA

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Rosa Regine / November 19, 2019

Dopo la conclusione della nona campagna di restauri  che il Circolo Georges Sadoul di Ischia ha programmato con gli specialisti dell’Università di Dresda ed in accordo con la Soprintendenza ed il Comune d’Ischia, sarà possibile accedere al maniero in

occasione delle giornate di apertura del monumento ischitano, nuovamente fruibile a residenti e ospiti dell’isola.
Le visite guidate, della durata di circa quarantacinque minuti, sono come al solito gratuite e si svolgeranno nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 aprile, e successivamente, da giovedì 25 a domenica 28 aprile. Tutte le visite avranno come orari al mattino dalle ore 10,00 alle ore 13,00, e al pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 18,00.

Cosa si prospetta oggi ai visitatori? L’architetto Ilia Delizia ci descrive la struttura del monumento: “articolata su tre livelli fuori terra, di cui il primo a scarpa concluso con un toro in pietra viva, la torre presenta nel suo impianto quadrato e nella geometria delle aperture incorniciate da tessiture di pietra vulcanica a spessore un accento di marcata ed intenzionale sobrietà che si traduce in una immagine di sottile, sofisticata eleganza. Pertanto essa si impone all'attenzione quale opera significativa del rinascimento napoletano.”.

Da un efficace racconto di uno dei membri del Sadoul, Rosario de Laurentiis, consultabile sul sito del Circolo, apprendiamo che la torre (in una foto di Enzo Rando) fu con ogni probabilità edificata nell’ultimo quarto del Quattrocento per volere di Alfonso il Magnanimo dopo la conquista di Napoli nel 1443 con l’intenzione di rafforzare le coste del Regno con la costruzione di torri di avvistamento. La torre sarebbe poi passata da una funzione di avvistamento ad una abitativa grazie a Iñigo Guevara, uno dei due cavalieri, insieme a Iñigo Dàvalos, il primo nominato Gran Siniscalco ed il secondo Conte Camerlengo, fratellastri peraltro, giunti a Ischia proprio al seguito di re Alfonso. Iñigo Guevara, meglio noto con il nome di Giovanni, sarebbe stato un grande immobiliarista, visto che all’epoca del suo arrivo a Ischia, aveva già comprato e venduto numerose proprietà in molte parti d’Italia.

Col passaggio da torre di avvistamento (così come originariamente progettata) ad abitazione si presuppone che si rese necessario abbellire l’edificio con gli affreschi che sono stati rinvenuti a partire dal 2011 grazie alle campagne di restauro. Come hanno scoperto i restauratori tedeschi, dapprima furono dipinte le volte delle due sale del primo piano, e solo in tempi successivi si decorarono anche i muri di quella di sud ovest che possiamo definire la sala di rappresentanza. In questi dipinti furono inseriti anche tre scene destinate a celebrare le glorie della famiglia. Visto però che per i Guevara non si trattava della loro abitazione principale, è possibile che la Torre sia stata oggetto di compravendita, magari in occasione delle nozze degli eredi. Si può anche affermare con una certa sicurezza, però, che i beni ceduti ritornavano alla famiglia di partenza entro un paio di generazioni. Tra i misteri ancora da svelare ci sono: la cancellazione di buona parte dei decori della sala principale del primo piano; la presenza, nei quattro angoli della seconda sala, dell’aquila a due teste sormontate da una corona, stemma degli Asburgo d’Austria; l’interpretazione stessa di alcune scene dipinte alle pareti.

Una delle curiosità legate alla torre è legata alla sua denominazione: per molto tempo, infatti, la torre è stata conosciuta come torre di Michelangelo, questo a causa di un’errata convinzione secondo la quale il grande artista avrebbe soggiornato proprio nella torre, postazione ideale per una "corrispondenza amorosa" con l'amata marchesa Vittoria Colonna, moglie di Fernando Francesco D’Avalos, la quale abitava nel Castello aragonese, praticamente di fronte alla torre. Come sostiene poi l’architetto Ilia Delizia, “il proposito di avvalorare la presenza del grande artista in Ischia ha sortito l'effetto di offuscare una toponomastica già accreditata, quella di "Torre di S. Anna", dovuta alla presenza nel sito di una chiesetta ad essa dedicata, entrata nell'uso dal tempo in cui i Guevara avevano abbandonato il possedimento, e recepita dalla stessa cartografia ottocentesca.”.

Da quanto detto è facile intuire che una visita guidata ad una struttura del genere è un’occasione unica e irripetibile per conoscere meglio la storia, e non solo quella dell’isola d’Ischia.

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.