ANCORA UN MESE PER PARTECIPARE AL CENSIMENTO DEL FAI DEI LUOGHI ITALIANI DA NON DIMENTICARE

Categoria: Beni Culturali Scritto da Catello Mario Pace / February 26, 2020

Manca poco meno di un mese al termine della 9ª edizione del censimento nazionale dei luoghi da non dimenticare organizzato dal FAI - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Si ha tempo fino al 30 novembre per votare i luoghi più amati e contribuire a tutelarli, valorizzarli o salvarli da degrado e abbandono con un gesto concreto, un’occasione unica per esprimere il proprio amore per l’Italia e condividerlo con chi riconosce nelle bellezze del nostro Paese la propria identità.

Ecco le modalità di partecipazione al censimento:

- Sul sito www.iluoghidelcuore.it

- Raccolta voti su moduli cartacei (scaricabili dal sito www.iluoghidelcuore.it)

- Nelle filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo

 

 

Sono oltre un milione i voti ricevuti finoraper più di 35.000 differenti “luoghi del cuore”, ma migliaia di persone si stanno ancora mobilitando per raccogliere firme a favore delle realtà territoriali a loro più care, con 224 comitati che a oggi si sonoregistrati sul sito www.iluoghidelcuore.it. Si tratta di dati parziali, visto che di solito negli ultimi giorni del censimento vengono consegnate al FAI molte raccolte voti, spesso in grado di ribaltare la classifica finale che verrà comunicata nel mese di febbraio 2019.

 

Doppio l’obiettivo che stimola a partecipare a questa iniziativa davvero unica e a compiere un gesto d’amore verso luoghi d’arte e natura bisognosi di cure e protezione:

- la realizzazione di un intervento diretto sulla base di specifici progetti d’azione per i primi 3 luoghi classificati, a cui verranno destinati rispettivamente 50mila, 40mila e 30mila euro, e per il bene vincitore della speciale classifica dei “luoghi d’acqua” a cui saranno assegnati fino a 20mila euro;

- la visibilità ottenuta dai luoghi votati durante il censimento che, oltre a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del proprio patrimonio e sulla necessità di una sua tutela e valorizzazione, può portare in alcuni casi alla nascita di collaborazioni virtuose tra società civile, associazioni e istituzioni del territorio e trainare così lo stanziamento di ulteriori contributi.

 

I luoghi che riceveranno almeno 2.000 voti potranno inoltre presentare una richiesta per un intervento sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo, secondo le linee guida che verranno diffuse nel 2019 dopo l’annuncio dei risultati e sulla base delle quali verranno selezionati i beneficiari di contributi economici fino a un massimo di 30mila euro. In totale, nel 2019, verranno messi a disposizione 400.000 euro.

 

Ad affiancare il FAI nella sua missione di difesa e valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del Paese vi sono partner di rilievo nazionale come ad esempio il Gruppo Intesa Sanpaolo. Tale Gruppo partecipa attivamente alla vita culturale del paese: nel 2017 è stato insignito del titolo di Mecenate del XXI secolo nell’ambito dei Corporate Art Awards. Inoltre presso le diverse succursali del Gruppo Intesa Sanpaolo distribuite radicalmente su tutto il territorio nazionale sarà concesso a tutti di votare il loro “luogo del cuore” favorendo così l’opportunità di ricevere un’ulteriore assegnazione di 5.000 euro al luogo più votato in una filiale.

Importante ruolo di diffusione delle iniziative FAI è stato svolto dal Gruppo Editoriale Gedi per la concessione gratuita di spazi pubblicitari e dalla RAI è main media partner anche dell’edizione 2018 de “I Luoghi del Cuore” con RAI1 che ha promosso l’iniziativa con spazi dedicati in Uno Mattina Estate e con RADIO1 che ha attivato un’ampia copertura con programmi del canale e servizi nei GR.

 

 

 

I LUOGHI IN CAMPANIA AI PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA PROVVISORIA

 

Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Aversa (CE)

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Aversa è uno splendido esempio di barocco con origini risalenti al Duecento per la presenza di elementi romanici. Fu Francesco Solimena, pittore e architetto tra i più rappresentativi della cultura tardo-barocca italiana, a dare alla chiesa l’attuale aspetto. La chiesa fu sede dell’arciconfraternita del Gonfalone fino al 1933 per poi passare al Ministero di Grazia e Giustizia. L’annessione della struttura al vicino Ospedale psichiatrico giudiziario e le tormentate vicende conservative degli ultimi sessant’anni hanno impedito la fruizione pubblica dell’edificio, obiettivo ultimo dell’azione di tutela messa in campo negli ultimi mesi da numerosi enti.

 

Convento di San Vito, Marigliano (NA)

Il Convento di San Vito a Marigliano, del XV secolo, fu affidato ai Frati Minori Osservanti nel 1496. Attorno al chiostro con colonne in pietra sormontate da capitelli dorici e con il pozzo a segnarne il centro, si aprivano le celle dei frati, il refettorio e la chiesa, anch’essa rinascimentale, ridecorata in epoca barocca. Le pareti del chiostro sono una sorta di lapidarium, costellate di frammenti di lastre funerarie. Nel 1870 il convento fu soppresso, divenne così di proprietà pubblica e durante un’epidemia di colera fu adibito a lazzaretto. Dall’inizio del Novecento il convento, tornato alla sua funzione originale, ospita una piccola comunità di frati. Il comitato “Insieme per San Vito” si è attivato al censimento per propugnare il restauro del chiostro e del complesso, che all’inizio del 2018 ha rischiato la chiusura per inagibilità. Sempre di inizio 2018 è lo stanziamento di 150mila euro della Direzione Lavori Pubblici della Regione Campania, per scongiurare la chiusura del bene.

 

Villa romana dei Bagni della Regina Giovanna, Sorrento (NA)

Tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. la penisola sorrentina fu luogo privilegiato per la villeggiatura dall’aristocrazia urbana e in questi tempi fu costruita, combattendo le asperità del territorio, la villa romana del Capo di Sorrento, nota come “Bagni della Regina Giovanna”, un sofisticato complesso residenziale che consentiva un punto di vista unico sul golfo di Sorrento, la baia di Napoli e l’isola di Ischia. La villa si articolava in una pars rustica e in una pars maritima, con vani distribuiti sulla piattaforma calcarea prospiciente il mare. Ogni singolo ambiente e sua decorazione erano direttamente funzionali alla luxuria e all’otium perseguiti dagli aristocratici del tempo. È ancora oggi possibile visitare il luogo e godere della bellezza del panorama. Il comitato attivo si augura una sempre maggiore conoscenza e valorizzazione del luogo.

 

Rocca Montis Dragonis, Mondragone (CE)

La Rocca di Mondragone venne costruita tra l'VIII e il IX secolo dai reduci della antica città romana di Sinuessa. Sorge alla sommità del Monte Petrino. La struttura originaria di quest'edificio non è la stessa che oggi si può immaginare osservando i ruderi ancora esistenti. Le torri che ancora s'intravedono appartengono a epoche differenti alcune antecedenti alla realizzazione della rocca. L'attuale castello si presenta come un massiccio edificio quadrato composto da due piani poggiati sulla parte scoscesa del monte. L'entrata principale era posta verso occidente. I cittadini che stanno votando questo luogo temono che col passare del tempo i ruderi oggi visibili possano scomparire definitivamente.

 

Castello, Mercato San Severino (SA)

Il Castello di Mercato San Severino è tra le fortificazioni più grandi in Italiacon una superficie di oltre 52.000 metri quadrati, frutto di interventi tra l’epoca normanna e quella aragonese. Fu la culla della nobile famiglia dei Sanseverino, una delle più potenti del Regno di Napoli. Il complesso si articola in tre cinte murarie che contengono sia strutture militari sia ambienti destinati alla vita quotidiana. Nella seconda cinta, sorge la chiesa di S. Severino in Monte (fine XI secolo) dove fu conservata la reliquia di S. Severino Norico. L’area, di proprietà comunale, è stata negli ultimi anni oggetto di scavi e consolidamento, ma oggi è solo in parte accessibile. L’attività del “Comitato del cuore” e di diverse associazioni locali si pone come obiettivo quello di mantenere vivo il senso di appartenenza della comunità locale alle proprie radici storiche e culturali di cui il castello è simbolo.

 

Chiesa di Santa Maria a Cermenna, Piano di Sorrento (NA)

La Chiesa di Santa Maria a Cermenna, dedicata alla natività di Maria, risale al XV secolo. La cappella, alla quale si accede attraverso una lunga scalinata, si trova oggi in stato di abbandono. Spicca sul retro un campanile risalente alla fine del Settecento. Le arcate interne sono in pietra vesuviana. Sotto la cappella era presente un ipogeo destinato alla sepoltura, oggi celato da un ingresso murato. I cittadini hanno scelto di candidare la chiesa di Santa Maria di Cermenna al censimento de “I Luoghi del cuore” per sensibilizzare sui bisogni di questo luogo: dalla ristrutturazione del campanile, alla sistemazione degli infissi, dal restauro della facciata esterna alla messa in sicurezza della scalinata di accesso. Il luogo è attualmente aperto al pubblico.

 

Chiesetta dell’Arco, fraz. Santa Tecla di Montecorvino Pugliano (SA)

La Chiesa di Montecorvino Pugliano, dedicata alla Vergine Assunta in Cielo, è anche conosciuta come Chiesetta dell'Arco. La storia della chiesa risale al 1734, come indicato in un vecchio manoscritto trovato nell'archivio parrocchiale della Chiesa di Santa Tecla. In una sera d'ottobre di quell’anno, violenti piogge smossero il terreno portando alla luce un’effige della Dormitio Virginis. In segno di devozione, nel luogo del ritrovamento, gli abitanti di Santa Tecla decisero di edificare nel 1734 l'attuale chiesa. Di piccole dimensioni, con un portale in pietra locale, oggi la chiesa versa in uno stato di abbandono. È un luogo caro ai cittadini in quanto simbolo di una memoria locale da custodire e tramandare alle future generazioni.

 

Sorgenti del Fizzo e Ponte Carlo III, Moiano (BN)

L'Acquedotto Carolino è una delle costruzioni più imponenti del Settecento europeo. Questa opera fu progettata da Luigi Vanvitelli su incarico di Carlo III di Borbone per alimentare le fontane e i giochi di acqua della reggia di Caserta. Le sorgenti adatte a rifornire l'acquedotto furono individuate in località Fizzo. Il ponte Carlo III è, a partire dalle sorgenti, il primo dei ponti realizzato lungo il corso dell'Acquedotto Carolino e rappresentò la prima attestazione pubblica della riuscita del lavoro dell’architetto Vanvitelli. È costituito da 4 archi e realizzato in tufo e pietra calcarea. Sotto uno degli archi vi sono due lapidi, una per lato, che recano l'iscrizione: “CAROLUS ET AMALIA UTR. SIC. ET. HIER. R. A.D. MDCCLIII” ricordando l'anno di posa della prima pietra dell'Acquedotto. Dal 1997, l’Acquedotto Carolino con le Sorgenti del Fizzo e il Ponte Carlo III, sono stati inclusi dall’UNESCO nelle liste del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il comitato “cittadinanza attiva-Moiano” ne vuole preservare l’integrità attraverso la pulitura della vegetazione e la messa in sicurezza.

 

Parco sommerso di Gaiola, Napoli

Istituita nel 2002, l’Area Marina Protetta (AMP) Parco sommerso di Gaiola prende il nome dai due isolotti che sorgono a pochi metri di distanza dalla costa di Posillipo e si estende dal pittoresco borgo di Marechiaro, alla suggestiva Baia di Trentaremi, racchiudendo il grande banco roccioso della Cavallara. Il parco deve la sua particolarità alla fusione tra aspetti vulcanologici, biologici, storici e archeologici, il tutto nella cornice di un paesaggio costiero tra i più suggestivi del Golfo. Quest’area iniziò un lento declino negli anni ’80, ma dal 2002 - grazie all’istituzione dell’Area Marina Protetta e alla nascita del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, ha iniziato il suo percorso di tutela e riqualificazione, consentendone la rinascita. Dal 2010 è operativo il Centro per la Ricerca e Divulgazione scientifica del Parco (CeRD), struttura di eccellenza per la conoscenza e la salvaguardia del mare di Napoli, frequentato da migliaia di studenti e visitatori. Il presidio costante dell’area necessita di sempre nuovi fondi per assicurare un'adeguata attività di ricerca e controllo, anche attraverso l'impiego di nuove tecnologie.

 

Valle dei Mulini, Gragnano (NA)

La Valle dei Mulini a Gragnano (NA), lunga poco più di 2 km è un luogo affascinante, la cui storia affonda nel Medioevo, periodo al quale risalgono le prime concessioni per la costruzione di mulini. Sorti sulle sponde del fiume Vernotico, a regime torrentizio, che non assicurava una portata d’acqua costante, i mulini venivano alimentati da un sistema idrico alla base. Tutti i mulini presentano pozzi fuori terra per raccogliere l’acqua, ma anche paratie per deviare quella in eccesso trasferendola ai mulini sottostanti, evidenziando la grande attenzione a non sprecare l’acqua, prima grande risorsa economica di Gragnano. Il centro cultura e storia di Gragnano “Alfonso Maria di Nola” promuove la votazione del luogo con l’obiettivo di valorizzare la valle, auspicando il recupero di uno degli antichi mulini e il ripristino dell’antico percorso mulattiero per farne una meta di trekking.

 

 

Ulteriori informazioni sulle classifiche e sui beni votati sul sito www.iluoghidelcuore.it

 

Ufficio Stampa FAI

Elisabetta Cozzi – stampa – tel. 02 467615220 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Novella Mirri – radio e tv – tel. 06 68308756 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Intesa Sanpaolo

Rapporti con i Media – 02 87962641 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Info sull'autore


Catello Mario Pace

Laureato in Scienze Storiche con il massimo dei voti, giornalista, ricercatore per passione e restauratore per hobby. Credo in una missione di diffusione della cultura come valore imprescindibile per il benessere e la libertà di ogni individuo.  Come disse il filosofo tedesco Hans Georg Gadamer, scomparso il 14 marzo del 2002 alla veneranda età di 102 anni: La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.