SANT’ANTONIO ABATE: INAUGURAZIONE DEL MUSEO PERMANENTE “IL CORVO E IL DESERTO”

Categoria: Beni Culturali Scritto da Palma Emanuela Abagnale / November 19, 2019

Giovedì 17 Gennaio 2019, a partire dalle ore 11:00, sarà inaugurato il Museo permanente “Il Corvo e il Deserto - storia identitaria delle popolazioni della Valle del Sarno” presso l’antica chiesetta di Sant’Antonio di Vienne, anche nota come Congrega dell’Immacolata Concezione, situata in Via Roma a Sant’Antonio Abate.

Il Museo nasce come progetto storico/culturale volto alla creazione di un museo permanente di cui potrà fruire l’intera cittadinanza e non solo. Le opere e le installazioni presenti all’interno del Museo metteranno in risalto le antiche tradizioni, la storia del paese e la vita del Santo Patrono Antonio Abate.

Il Corvo e il Deserto” è un percorso artistico-evocativo, ideato da Claudio Rodolfo Salerno, Presidente dell’IDSN, che attraverso installazioni video e sonore ripropone gli elementi identitari fondanti la comunità Abatese: le preesistenze di epoca romana con il ritrovamento della Villa Cuomo; l'Antica Chiesetta di Sant’Antonio da Vienne, intorno alla quale si strinse la comunità devota a Sant'Antonio Abate; il rapporto con l'acqua che ricorda in origine la natura paludosa del territorio e i numerosi canali che lo 'attraversavano. Suggestivo è un parallelepipedo di plexiglass, contenente sabbia del deserto, per ricordare i luoghi ove aveva vissuto il Santo.

Una mostra fotografica, in sintonia con una narrazione sonora, evidenzia come incidano sulle popolazioni i cambiamenti climatici. La storia prende spunto da un’esperienza socializzante, durata oltre mezzo secolo, di un’altalena legata al ramo di un grosso pioppo che attraversava le sponde del fiume Sarno, permettendo all'altalena di pendere proprio al centro del fiume. I materiali scientifici, catalogati e mostrati in un video descrittivo, diventano poi materia per un video-art evocativo.

Il museo resterà aperto nei prossimi giorni grazie alla collaborazione degli studenti del Liceo Scientifico “E. Pascal” sede distaccata di Sant’Antonio Abate, che faranno da Cicerone ai visitatori. Il lavoro continuerà, nei prossimi mesi, ad arricchirsi di esperienze e contenuti. 

Il progetto è a cura del PummaRock Music Fest “Paesaggi Sonori - 2000 anni di Percorsi di Storia e Cultura” e dell’Assessore alla cultura Anna Iolanda D’Antuono.

L’intervento è coofinanziato dal POC CAMPANIA 2014-2020 "rigenerazione urbana, politiche per la cultura ed il turismo”.

 

ANTICA CHIESETTA DI SANT’ANTUONO: UN PO’ DI STORIA

Situata in Via Congrega, a breve distanza dal centro di Sant’Antonio Abate, la chiesa fu costruita presumibilmente nel XIII secolo a ridosso di una villa rustica risalente alla fine del I secolo a.C./inizi I secolo d.C. Nel 2016 sono finiti i lavori di restauro che hanno interessato la chiesetta, lavori che sono partiti grazie alla Confraternita dell'Immacolata. Successivamente è intervenuta l'associazione Agorà Abatese, che ha aiutato i tecnici affinchè il restauro avvenisse nel modo migliore. Il sito è visitabile tutte le domeniche a partire dalle 11:00 circa (dopo la Santa Messa delle 10:30).

In merito alla caratteristica chiesetta, riportiamo un articolo dell’Archeologo abatese Fioravante Gargiulo:

L’antica chiesetta dedicata al Santo della Tebaide Antonio Abate, primo anacoreta e padre dell’eremitismo, viene costruita nel secolo XIII sulla strada che dal villaggio conduce a Castellammare di Stabia, utilizzando ambienti di epoca romana, come evidenziano gli storici abatesi proff. Gerardo Sorrentino, Vincenzo D’Aniello e Giovanni Alfano.

L’edificio di culto è riportato nell’anno 1470 in una descrizione del Feudo di Cancelleria che apparteneva ai monaci certosini di Pozzo dei Goti.

La chiesa poi è nominata nel 1520 in un atto del vicario generale della diocesi di Lettere mons. Geronimo Cannavacciuolo, che concede il beneficio al sacerdote Andriano Sorrentino per la morte dell’ultimo possessore don Tolomeo Pentangelo.

Il luogo sacro viene visitato nei secoli XVII e XVIII dai vescovi della diocesi di Lettere, che riferiscono un edificio carente nella struttura e nelle suppellettili sacre.

In questi due secoli il beneficio appartiene al cardinale di Napoli, che lo concede ai parroci della chiesa abaziale di Sant’Antonio Abate fuori Porta Capuana in Napoli.

La chiesetta, successivamente più volte ingrandita e ristrutturata, è creata parrocchia nel 1813 e come tale ha vita fino al 1829, allorché il titolo e il relativo beneficio passano nella nuova chiesa di S. Antonio Abate.

Nell’antica chiesetta allora viene fondata nel 1834 la confraternita dell’Immacolata Concezione dal re di Napoli Ferdinando II.

I confratelli di conseguenza costruiscono dal 1840 al 1865 in sopraelevazione l’attuale chiesa della congrega e l’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate è usata come luogo di sepoltura dei defunti iscritti al sodalizio.

L’antica chiesetta o cappella di Sant’Antonio Abate, primo edificio di culto sorto nelle paludi della città di Lettere, si presenta ad una sola navata in uno stile semplice e sobrio, con volte a vela sorrette da poderosi archi a tutto sesto.

Tra il 2015 e il 2016 la chiesetta e gli ambienti romani annessi sono stati interessati da un opportuno consolidamento e restauro con risultati eccellenti e una visione d’insieme sorprendente consegnando così alla comunità abatese e non solo un sito davvero straordinario.

Ad oggi i riti della religione si compiono nella chiesa della congrega, che custodisce opere d’arte notevoli appartenenti ai secoli diciannovesimo e ventesimo, sede della confraternita dell’Immacolata Concezione.

Fonti:

G. Sorrentino - E. C. Marino, S. Antonio Abate. Storia civile e religiosa del paese e del suo territorio, 1983.

G. Sorrentino - E. C. Marino, La chiesa della Congrega e la Confraternita dell'Immacolata Concezione in S. Antonio Abate, 1998.

G. Sorrentino - Vincenzo D'Aniello - Giovanni Alfano, Il complesso dell'antica chiesetta di Sant'Antonio Abate e della Congrega dell'Immacolata, 2016.

Thank for sharing!

Info sull'autore


Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.