L’AGER STABIANUS E LA SUA STORIA

Categoria: Beni Culturali Scritto da Elisabetta Cardone / November 19, 2019

Citato anche da Plinio il Vecchio nel suo trattato naturalistico enciclopedico, Naturalis Historia, è interessante notare come già in passato l’Ager Stabianus fosse famoso e rinomato per la salubrità della sua aria e per la fiorente attività cerealicola e agricola in genere.

Identificabile nella zona che va dai Monti Lattari a Sud e le colline dei Comuni di Casola, Lettere e Sant’Antonio Abate a Est, terminando con il litorale a Ovest, l’Ager Stabianus non può prescindere dai caratteristici fattori climatici che ne hanno influenzato la storia; questo piccolo antro di natura e salubrità infatti è tuttora conosciuto per la vicinanza con Santa Maria la Carità, famosa per la produzione di uno squisito latte d’asina, oltre che per il fabbisogno di una grande ricchezza di acque potabili e minerali lungo il litorale. Ma l’Ager Stabianus è famoso soprattutto grazie ai dati archeologici che registrano l’attività di un addensato centro abitativo, grazie anche alla presenza di alcune vie di comunicazione in direzione di Nuceria, la via Nuceria, e in direzione di Surrentum, la via Stabiis. In questo antico territorio a Est della città di Stabiae, vicino al fiume Sarno e poco distante dall’ager Pompeianus, tra aree paludose e aree pianeggianti, vi era una fervente attività già a partire dal VII secolo a.C., un esempio eclatante è infatti la necropoli ritrovata dagli archeologi in località Madonna delle Grazie, poco distante dal Comune di Gragnano (famoso oggi per il suo vino, per la pasta e per il succulento “panuozzo”). Gli studi evidenziano che la zona tombale è stata utilizzata sino al III secolo a.C., dato deducibile soprattutto per il tipo di sepoltura e per i corredi funerari ivi ritrovati. Riportata alla luce tra il 1957 e il 1961, questa necropoli doveva estendersi molto probabilmente per più di 15mila metri quadrati e contenere pertanto più di 300 tombe. L’anno 89 d.C. segna una tappa importante per l’Ager Stabianus: in questa data Silla rade al suolo Stabiae in seguito alla guerra sociale e da qui in poi cominciano a sorgere velocemente tutta una schiera di ville rustiche, soprattutto nella fascia pedemontana; queste piccole fattorie dell’antichità erano una sorta di moderne aziende agricole a carattere familiare, adibite innanzitutto per la coltivazione dell’olio, della vite e per la lavorazione di tipici prodotti caseari. Inoltre nello stesso periodo, dove attualmente si trova la bella Castellammare di Stabia, lungo quindi il pianoro di Varano, furono costruite delle splendide ville residenziali private, le cosiddette ville d’otium, abitazioni d’eccezione per quei Romani aristocratici e ricchi che godevano la bella vita della campagna, come un vezzo o un passatempo. Solo nel XVIII secolo, con l’interesse dei Borbone per Ercolano e Pompei, queste meravigliose ville sono state riscoperte. La data più importante dal punto di vista stratigrafico e archeologico è da ritenersi il 79 d.C., data impressa a fuoco nelle pagine di storia per via della violenta eruzione del Vesuvio, che distrusse Pompei, Ercolano, Oplontis e che seppellì sotto cenere e lapilli le antiche e bellissime ville dell’Ager Stabianus. Soltanto in tempi recenti alcune ville sono state scavate e riportate alla luce, rivelando agli studiosi tutte le loro importanti testimonianze storiche.

INFO:

Scavi di Stabiae

 Via Passeggiata Archeologica, Castellammare di Stabia (NA).

Web: www.pompeiisites.org -  E-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel.: +39 081 8575347 - +39 081 8714541.

Gli scavi sono aperti tutti i giorni  dalle 8.30 fino alle 15:00.

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Info sull'autore


Elisabetta Cardone

Dott.ssa in Archeologia e Storia delle Arti