IL CARNEVALE DI MONTERONE A FORIO COMPIE 100 ANNI.

Categoria: Feste Popolari Scritto da Rosa Regine / November 15, 2019

Grandi preparativi a Monterone, nel comune di Forio, sull'isola d'Ischia, per la centesima edizione del Carnevale, organizzato dall’Associazione Folkloristica Monterone con il Patrocinio del Comune di Forio. Questo il programma previsto per martedì prossimo:

Ore 14.00 - Il Carnevale per i bambini

Ore 16.00 - Sfilata dei carri sul Corso di Forio

Ore 17.30 - arrivo del Principe di Carnevale e a seguire l'intrattenimento della Pithecusa Band.

Ospite d’onore di questa edizione è il cantautore e cabarettista partenopeo Federico Salvatore, che si esibirà con alcuni dei suoi successi dal vivo. I presentatori sul palco saranno Anna Castagna e Nello Di Leva, mentre la direzione artistica della manifestazione è affidata al maestro Gaetano Maschio. La serata prevede anche la partecipazione del dj Ivano Veccia e Famiglia e di Jaschouz Gabriella nei corner gastronomici. Non mancherà anche quest’anno la divertentissima gara degli spaghetti, per la quale ancora una volta i foriani che partecipano al premio di Carnevale divisi per contrade si sfideranno cercando di vincere. I carri in gara quest’anno sono tre: il carro del “Comitato Gli Improvvisati”, capitanato da Sascia Calise dal titolo “Intervento a cielo aperto”, il carro della Pro Loco Panza, capitanato dal presidente della stessa Pro Loco Leonardo Polito, dal titolo “Inferno foriano” ed il carro del “Comitato Arti e mestieri”, capitanato da Raffaele De Maio dal titolo “Viva l’Italia”.

Al di là delle polemiche a sfondo politico intercorse nelle ultime settimane sull’organizzazione e sul finanziamento di questo evento, c’è da dire che questa festa di strada, poiché mette in luce con brio tradizioni popolari ancora molto sentite, resta una delle poche manifestazioni del folklore non solo dei monteronesi, ma degli isolani e dei campani in generale.

Secondo qualche storico locale, il carnevale foriano pare fosse festeggiato sin dal 1500 in maniera molto licenziosa, tanto che si rese necessario l’intervento delle istituzioni religiose per allontanare l’aspetto pagano della festa, riportandola ad essere una cerimonia religiosa di precetto per l’inizio dell’astinenza del tempo di Quaresima. Monterone, contrada dalle antiche origini contadine, ha conservato questa festa. Attraverso di essa viene ancora veicolato il dialetto locale, con i canti accompagnati dai suoni di strumenti contadini riadattati (principalmente campanelli, tricchebballacche, sceta-vajasse e putipù), con le scene comiche, i vestiti, i travestimenti e le maschere che rievocano storiche tradizioni popolari, che si mescolano alla vita moderna degli isolani. Nello spazio di mezza giornata tutto il comune di Forio è coinvolto dalla contrada di Monterone nella festa del popolo per eccellenza: il sovvertimento dell’ordine costituito e l’opportunità di farsi beffe dei potenti possibile proprio e solo a Carnevale. È una festa per l’intera comunità anche per la sfida delle contrade, che è molto sentita, e non si tratta (solo) di una manifestazione di campanilismo, ma anche, attraverso gare di abilità, di rievocare antiche tradizioni, usi e costumi differenti pur in uno spazio così circoscritto come può essere una “fetta” dell’isola d’Ischia. L’incendio del pupazzo di Carnevale, poi, è ancora il momento clou della giornata. La figura di Carnevale, allegoria dei potenti, all’inizio della festa impersonata da uno dei monteronesi, dopo essere stata portata in giro per il centro di Forio su di un carro in compagnia di personaggi “di contorno” con sberleffi e linguaggi licenziosi, dopo aver subito un “processo” accompagnato da dileggi e insulti e una condanna, è sostituita con un pupazzo che viene incendiato al centro della piazza della contrada, e, sino ad oggi, ognuno cercava di portare con sé a casa un po’ della cenere prodotta da quell’incendio, per alimentare il braciere di casa e riscaldarsi dopo la giornata trascorsa a far baldoria nella fredda aria aperta invernale, sperando che davvero l’arrivo della primavera porti buone nuove e abbondanza.

Può una festa di strada, dove le persone entrano in contatto fisico e visivo tra loro, con ironia e autoironia, sopravvivere nel momento storico che tutti viviamo, con il progressivo diffondersi dei cosiddetti “leoni da tastiera”, che possono nascondersi tutti i giorni con facilità dietro lo schermo di un computer anche usando identità false per farsi beffe di questo o di quell’altro? Evidentemente sì. Di sicuro è un modo più tradizionale, ma probabilmente anche più genuino e “sano” per comunicare.     

 

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.