CETARA: LE ORIGINI E LE RISORSE

Categoria: Feste Popolari Scritto da Alessandro Irollo / September 21, 2020

Il borgo marinaro di Cetara (di origini medievali) completava la giurisdizione dell’antica città etrusca di Marcina, oggi Vietri sul Mare.

Le origini dell’insediamento del borgo marinaro sono testimoniate nella seconda metà del IX secolo dalle colonie di Saraceni, espulsi verso la fine del secolo. Nel 988, nei pressi della chiesa di San Pietro Apostolo, iniziava a svilupparsi l’insediamento sul mare e sulle colline limitrofe. Già nel 1030 gli abitanti di Cetara erano soliti pagare lo ius piscariae all’arcivescovo di Amalfi; nel 1120 il duca Guglielmo concedeva al monastero benedettino di Erchie il diritto a riscuotere la decima, pagata all’epoca per garantirsi la pesca nelle acque di Cetara, protetta a nord dal monte Falerzio e a sud verso il mare da un muro di cinta, dove sorgevano torri e fortificazioni. Ulteriore apporto alle misure di difesa cetaresi fu la costruzione della Torre Vicereale nel XVI sec.

Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. Dentici, cernie, murene, tonni, palamidi, sgombri e alici hanno sempre popolato queste acque garantendo ai cetaresi prodotti ittici di qualità. Ancora oggi, Cetara è famosa in tutto il mondo grazie ai prodotti ittici, in primis la colatura di alici, che potrebbe essere considerata una “versione moderna” del famoso garum utilizzato ampiamente in epoca romana. La materia prima della colatura è costituita dalle alici o acciughe pescate con la tecnica del “cianciolo” (un tipo di rete da pesca) esclusivamente nel Golfo di Salerno da fine marzo a inizio luglio, il periodo migliore per avviare il processo di salagione (info: www.amicidellealici.org - www.colaturadialici.it).

I PROSSIMI EVENTI IN PROGRAMMA A CETARA:

“Totally Pink”: eventi dedicati al mondo femminile, fino al 3 aprile.

“La soffitta in piazza”: mercatino del piccolo antiquariato e artigianato italiano, da marzo a giugno.

“Festa di San Pietro”: il 29 giugno si svolge la processione per le strade principali di Cetara, addobbate da luminarie. La statua del Santo viene adagiata su una pedana a forma di barca  portata in spalla dai pescatori. La processione termina verso la “marina”, sulla spiaggia dove viene benedetto il mare: la statua del Santo viene portata per tre volte sulla riva, quasi a sfiorare l’acqua del mare. L’atto finale della processione prevede la spettacolare corsa della statua sullo scalone della chiesa. I festeggiamenti si concludono con uno spettacolo pirotecnico.

“Notte delle Lampare”, presso Largo Marina a partire dalle 20:00 il 30 luglio: rievocazione della tradizione dell’antica tecnica della pesca delle alici con le lampare, lampade montate su barche utilizzate di notte per illuminare una vasta zona d'acqua, al fine di attrarre i pesci in superficie per poi intrappolarli nella rete; le cianciole cetaresi, con le lampare al seguito, prenderanno il largo e si cimenteranno nella pesca delle alici, seguite dai traghetti che accompagneranno coloro che vorranno assistere alla battuta di pesca. Nel frattempo sulla spiaggia di Cetara avrà luogo la degustazione di alici fritte e di altri prodotti tipici locali. Al rientro dalla pesca, si procederà all’illuminazione della baia di Cetara con le lampare e continueranno le degustazioni sulla spiaggia, il tutto accompagnato da musica e spettacoli.

INFO: http://cetara.asmenet.it/ - http://www.prolococetara.it/

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Info sull'autore


Alessandro Irollo

Direttore Artistico e Responsabile Commerciale per il giornale CamCampania.

Background e Competenze: “Ho maturato diverse esperienze nell’ambito della Comunicazione e del Marketing, anche a livello internazionale, avendo conseguito la Laurea in Comunicazione Internazionale presso l’Università per stranieri di Perugia (Titolo della tesi: “Il principio dello Sviluppo Sostenibile nell’Ordinamento Internazionale). Mi sono occupato inoltre di Risorse Umane per aziende estere e collaboro con associazioni ed enti in qualità di Mediatore Culturale.”