Positano, tra perle e verticalità

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Francesca Andreoli / July 4, 2020

Di vicoli in fiore e marinai cantastorie, costantemente di buon umore, che caricano i motori dei loro piccoli gozzi, alla volta di insenature invase di pesce freschissimo, offerto con una semplicità che disarma. La piccola perla della costiera si presenta così agli occhi di chi soggiorna a Positano, ma anche di chi ha il privilegio di vederla anche solo per poche ore.

 

Sesta per ordine lungo il tracciato della strada statale 163 (l’alternativa in auto al più famoso Sentiero degli Dei), esibisce con audacia una particolarità di cui difettano le altre mete costiere: è l’ottava città più “in pendenza” del mondo.

Positano, dunque, verticale come Matera, Lisbona, Budapest, Rio de Janeiro, San Francisco, Los Angeles e la caraibica Cancun, ma con il fascino tipico delle città del sud Italia: accogliente, calorosa, ricca di storia e tradizioni.

Il piccolo borgo, infatti, si affaccia sul mare, arrampicandosi vertiginosamente alle pareti rocciose del Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi, fra orti, gradoni e scalini, nel giallo dei limoni dal profumo inebriante. Vista dal mare, sembra quasi crollare nelle acque blu che la lambiscono.

Salendo con lo sguardo, invece, lo scenario ai nostri occhi è di un autentico presepe: vicoli e stradine che intersecandosi tra loro danno vita a un pittoresco labirinto ricco di boutique, sartorie, negozi di artigiani e gallerie d’arte, e tra la sinuosità di queste vie si passa per la splendida cupola maiolicata della chiesa medievale di Santa Maria Assunta.

La leggenda narra che, tanti anni fa (XII secolo d.C.), una nave che trasportava un quadro della Madonna, di stile Bizantino, stesse solcando le acque del Mar Tirreno, dinanzi ad un paesino. La bonaccia di quel giorno impediva al veliero di proseguire la navigazione, e nei tentativi di riprendere il largo, i marinai udirono una voce che diceva "Posa posa", ossia "Fermatevi lì, in quel posto". La voce proveniva dal quadro della Vergine Maria. Così i marinai si avvicinarono alla riva e battezzarono il paese Positano. Il quadro della Vergine fu portato nella Chiesa di San Vito e lì lasciato tutta la notte. Ma il mattino successivo miracolosamente questo era sparito e fu ritrovato vicino al mare, sotto un albero di "mortella". Fu così, allora, che i positanesi iniziarono in quel punto la costruzione della nuova chiesa dedicata a Maria Assunta, festeggiata con ogni onore il 15 agosto di ogni anno, tra il sacro di una fede smisurata e il profano delle tammorre, il cui suono racconta la suggestione di un luogo senza tempo, che viene restituito, nell’immensità dell’eterno, dalle Torri Saracene. Queste torri di avvistamento, costruite in epoca medievale, rivelavano navi in arrivo e qualsiasi tipo di invasione, in particolare quelle dei pirati Saraceni, che in quel tempo infuriavano nella costa mediterranea. Tra le più famose, scoprite la Torre della Sponda, che fino alla metà del XVIII secolo dominava Positano dalla parte più alta della Marina Grande, o la Torre Trasita, vicino alla spiaggia di Fornillo, dove c’è l’omonima Torre Fornillo. Infine, la Torre Angevin sull’isola Li Galli, che nel tempo è diventata la residenza di molte celebrità. Visitare queste torri è come rivedere la storia di Positano, immergendosi in un passato affascinante.

Una visita alle spiagge è il must del soggiorno positanese per gli amanti dello snorkeling,ma anche per gli stimatori del relax, i luoghi dove la vita marina si traduce in uno stile di vita rilassante e divertente.

Le spiagge di Positano sono diverse, nei loro comuni paesaggi spettacolari: è possibile scegliere la spiaggia selvaggia di Laurito, che si raggiunge tramite una rampa di scale e dalla quale si gode di un’atmosfera tranquilla e informale. Scelta dalle celebrità è la spiaggia di Arienzo: con una scaletta di 300 gradini, si arriva alla spiaggia dove il sole tramonta più tardi e il tempo trascorre vivace a ritmo di mojito e caipiroska. La spiaggia principale di Positano è Marina Grande, vivace e frequentata da turisti e VIP ai quali si prospetta l’imbarazzo di poter scegliere tra ristoranti, club e discoteche, che nelle ore notturne si elevano a protagonisti della dolce vita positanese.

Tra gli orti in fiore e il pastello delle case, arroccati sulle alture dirimpetto al mare, i locali di Positano non hanno nulla da invidiare a quelli di Montecarlo: architettonicamente ricercati e con un programma che richiama i migliori nomi tra i disk jockey internazionali,  consentono di trascorrere serate all’insegna della mondanità divertente dei night club italiani.

 E per i più sportivi? Sono migliaia i turisti che con zaino in spalla e scarpe comode, giungono sulle alture del piccolo borgo alla ricerca di sentieri nascosti. Spostandosi verso l’entroterra, sulle colline a picco sul mare, vi sono stradine tracciate da contadini e muli, lingue di terra su cui sono piantate ben salde le radici dei prodotti dell’orto e dei limoneti e dalle quali si scorge, oltre il blu del mare, il verde rigoglioso più profondo.

Il percorso più amato dai turisti, è il celeberrimo Sentiero degli Dei, da dove (non a caso) il paesaggio che si ammira è davvero divino. Vi sono due tratti, uno chiamato “alto” che porta da Salerno a Bomerano, e l’altro “basso” che conduce da Bomerano a Nocelle (frazione di Positano), percorso lungo 8 km e di non poca difficoltà

Ma, parola dei visitatori affezionati, ciò che restituisce la natura è uno spettacolo senza eguali: a perdita d’occhio, l’immensa azzurrità del mare, interrotta solo dall’arcipelago de Li Galli e dal volo dei rapaci, che con le loro ali sovrastano la città.

 

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