DALL'OÌNOPS PÒNTOS ALL'EÙPOTON POTÉRION: CONVEGNO ALLA BIBLIOTECA ANTONIANA DI ISCHIA

Categoria: Articoli in prima Pagina Scritto da Rosa Regine / November 18, 2019

Stasera 29 marzo alle ore 18,00 presso la sala convegni della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia si terrà un interessante convegno dedicato al consumo rituale del vino nell’antica Pithekoussai. Introdurrà l’incontro la dottoressa Lucia Annicelli, direttrice

della Biblioteca Antoniana, e relazionerà la dottoressa Mariangela Catuogno, archeologa. Il titolo del convegno fa riferimento a due espressioni: la prima “oìnops pòntos”, usata nei poemi omerici per indicare il “mare color del vino” e la seconda “eùpoton potérion”, presente sulla famosa coppa di Nestore. Una delle più antiche tradizioni agricole isolane verrà qui raccontata e spiegato il suo legame con la storia ancestrale dell’isola stessa. Come è noto, uno dei reperti più famosi che si trovano all’interno del Museo archeologico di Pithecusae, ospitato all’interno della splendida Villa Arbusto a Lacco Ameno, è una coppa per il vino, la coppa di Nestore. Non a caso la cotyle è testimonianza viva del consumo rituale del vino sull’isola d’Ischia: essa, infatti, reca una delle più antiche iscrizioni greche d’Occidente, prova stessa non solo della conoscenza dei poemi omerici (il primo frammento noto di poesia conservato nella sua stesura originale, che nel contenuto rimanda al celebre poema epico Iliade attribuito ad Omero), ma anche attestazione della presenza e della diffusione di questa stessa tradizione greca sull’isola. Tale iscrizione recita: "Di Nestore .... la coppa buona a bersi. Ma chi beva da questa coppa, subito quello sarà preso dal desiderio d'amore per Afrodite dalla bella corona".

La coltivazione della vite era diffusa uniformemente in tutto il mondo greco, tanto che anche gli ecisti che si imbarcarono dalla madrepatria per andare a fondare nuove colonie in Italia meridionale o sulle coste turche portarono con sé anche tralci di vite da impiantare nelle nuove terre da colonizzare.

Al consumo del vino erano anche legati i momenti di maggiore comunanza delle città greche: oltre ai banchetti popolari, le principali famiglie cittadine si riunivano all’interno di una sala nel simposio (che letteralmente significa proprio “bere insieme”), i cui partecipanti mangiavano e bevevano sdraiati sui triclini. Il simposio non aveva solamente una funzione ludica, bensì anche quella di permettere alle persone appartenenti al medesimo ceto sociale di riunirsi per discutere di temi politici e di scambiarsi le proprie opinioni. Durante il simposio diversi poeti e aedi si alternavano nel cantare e ricordare ai partecipanti la storia comune delle differenti famiglie, in modo da rafforzare il senso di appartenenza dei diversi membri della comunità. Al simposiarca, il maestro delle cerimonie, spettava il compito di regolare l’andamento del banchetto, stabilendo di volta in volta quanto vino bere, quando berlo e il suo livello di diluizione con l’acqua. I Greci erano infatti perfettamente a conoscenza anche degli effetti negativi che l’abuso del vino comportava. Essi attribuivano un significato religioso al consumo del vino, perché questo era la bevanda di Dioniso, una delle figure mitologiche più antiche del pantheon greco che aveva donato il vino agli uomini e insegnato loro i metodi di produzione e il suo corretto consumo. In suo onore si svolgevano le feste dionisiache e i culti orfici, nei quali il vino era il protagonista assoluto. 

Anche a Ischia il vino è sempre stato un aggregatore sociale, fonte di sostentamento e attuale vanto per le pregiate qualità di rossi e bianchi coltivati sui tipici terrazzamenti inondati dal sole. Non resta che partecipare a questo interessante convegno per saperne di più sulle origini dell’uso del vino a Ischia nei tempi antichi.

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.