COMUNE DI SANT’ANTONIO ABATE: APPROVATO IL PUC DOPO 60 ANNI

Categoria: Articoli in prima Pagina Scritto da Catello Mario Pace / December 7, 2019

 Dopo circa 60 anni il comune di Sant’Antonio Abate approva il PUC, Piano Urbanistico Comunale. Tale importante risultato è stato raggiunto grazie all’impegno dell’Assessore all’Urbanistica Alfonso Manfuso, al quale il Sindaco ha affidato l’arduo compito di portare a termine il progetto entro il suo mandato,  dandogli piena fiducia e autonomia.

 

In merito alle opportunità che il nuovo strumento urbanistico offrirà ai cittadini abatesi, l’Assessore Manfuso, dopo aver ringraziato il Prof. Gerundo per il supporto tecnico fornito ai fini dell’attuazione del PUC,  ha  riassunto in 6 punti le caratteristiche e i vantaggi offerti dal piano urbanistico:

 

1)Attraverso l’ intervento sul patrimonio edilizio già esistente si avrà la valorizzazione della proprietà immobiliare, sarà possibile incrementare la dotazione di parcheggi pertinenziali (anche nelle aree di centro storico A2). Si potranno recuperare i vani abitativi ai piani terra prospettanti su strade pubbliche attraverso l’incremento volumetrico in sopraelevazione e il contestuale cambio di destinazione d’uso. Sarà possibile aumentare la volumetria del 20% per le destinazioni residenziali, e del 30% per funzioni commerciali e direzionali per le zone B2, e quando ciò fosse impossibile per mancanza di spazio, di realizzare tale ultimo incremento volumetrico (30%) nei lotti contermini, attraverso il meccanismo della perequazione di prossimità.Tale valorizzazione è completata dal Ruec, che consente aumenti volumetrici anche per le residenze nelle zone E del PUC.

 

2) Una reale prospettiva di riconversione dei fabbricati industriali per i quali il PUC prevede la trasformazione in ambiti urbani polifunzionali (residenze sociali, commerciali, uffici, turistico-recettivo, artigianale, spazi pubblici), che consentiranno di alleggerire la mobilità cittadina dei flussi di traffico pesante.

 

3) Una prospettiva di sviluppo produttivo in prossimità del realizzando svincolo della SS268, che renderà Sant’Antonio Abate uno dei futuri poli produttivi logistici e industriali dell’intera Città Metropolitana.

 

4) Il previsto incremento di spazi e attrezzature di uso pubblico attraverso il coinvolgimento dei privati che potranno intervenire direttamente sui suoli destinati a standard urbanistici realizzando aree verdi attrezzate per il gioco e lo sport e parcheggi convenzionati con il Comune. 

 

5) Un sistema di viabilità che, attraverso la realizzazione di adeguamenti geometrici di strade già esistenti e la realizzazione di nuovi tratti, consentirà di superare le attuali concentrazioni di traffico su via Roma.

 

6) Una normativa attenta alla zona agricola che è un compromesso tra esigenze di tutela del territorio dal punto di vista dell’assetto idrogeologico e del consumo di suolo e le esigenze produttive del settore agroalimentare e florovivaistico.”

 

 

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Catello Mario Pace

Laureato in Scienze Storiche con il massimo dei voti, giornalista, ricercatore per passione e restauratore per hobby. Credo in una missione di diffusione della cultura come valore imprescindibile per il benessere e la libertà di ogni individuo.  Come disse il filosofo tedesco Hans Georg Gadamer, scomparso il 14 marzo del 2002 alla veneranda età di 102 anni: La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.