IL PORTO DI FORIO D'ISCHIA

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Rosa Regine / October 22, 2019

Poche sono le notizie riguardanti il porto di Forio. Un accenno è presente nel testo, ormai di alcuni anni fa, “Ischia d’altri tempi” curato dall’architetto Ilia Delizia. In esso si spiega che la zona del comune di Forio, soprattutto quella in prossimità dell’attuale

porto denominata “la Chiaia” era il luogo in cui un tempo si svolgevano molte delle attività dell’economia foriana, dal ricovero delle barche da pesca alla custodia del vino da esportare nelle cantine poste al piano terra delle fabbriche che correvano parallele all’abitato e al mare. Questa zona però era ed è particolarmente esposta ai venti e quindi il luogo non poteva essere un ricovero sicuro e stabile per le barche, tantomeno un luogo sicuro per abitazioni e depositi, infatti spesso le mareggiate danneggiavano le cantine. Per questo si pensò di realizzare un molo a partire dal 1740. Questo molo venne però più volte rifatto, proprio perché anch’esso in seguito all’azione dei marosi veniva danneggiato. A quest’opera di riparazione del molo si aggiunse nell’Ottocento quella di realizzazione di un piccolo porto che “assicurò sia il traffico del vino che il collegamento degli abitanti con la terraferma” (Cfr. I. Delizia, p. 158). In realtà nel corso dell’Ottocento, tutta l’isola fu inserita in un vasto programma di opere pubbliche: la rete stradale, il cavo telegrafico Ischia-Continente, la chiesa di Portosalvo e, soprattutto, l’apertura del porto di Ischia, il porto principale dell’isola, che aprì nuovi orizzonti all'economia isolana, la cui scia fu seguita anche dal porto di Forio. A Casamicciola i Borbone aprirono la bella strada Ferdinandea (oggi Principessa Margherita), la strada Maria Teresa (oggi Via Garibaldi), la Strada Regia, oggi detta la Borbonica, strada rotabile a mezza costa, che da Forio, passando per il Fango, arriva al Maio. A Forio s'interessarono e intervennero non solo per il molo, il porto, ma anche per la chiesa di San Vito. In questo secolo Forio cambia il suo aspetto e da propaggine irraggiungibile, periferia dell’isola, limite estremo delle escursioni per chi veniva da Ischia, ancora organizzata come un paese contadino, con un centro abitato fatto di case le une addossate alle altre onde proteggersi dalle scorribande dei vari invasori succedutisi nel tempo, si trasforma lentamente in meta turistica per intellettuali e artisti appassionati della natura e del silenzio. Le infrastrutture createsi nel tempo rendono possibile tutto ciò e, fra esse, anche il porto. Nel Novecento il porto di Forio fu interessato da notevoli cambiamenti che lo portarono pian piano al suo attuale aspetto. Esso passò per essere il terzo porto per importanza dell’isola, dopo quello di Ischia, con la concentrazione di locali notturni, e quello di Casamicciola: usato sia dai pescatori, sia per la navigazione da diporto, sia infine per il trasporto dei passeggeri tra i quali, soprattutto negli anni Cinquanta, vi fu gran parte del jet-set internazionale, richiamato sull’isola dall’imprenditore Angelo Rizzoli che aveva intenzione di mettere a frutto gli investimenti alberghieri realizzati sul territorio tra il 1951 e il 1957. Nel 1960 ricordiamo l’inaugurazione del servizio aliscafi (secondo il giornale “Corriere d’Ischia” del 22 giugno 1960) che si aggiungerà al postale e poi diventerà l’unico servizio per il trasporto passeggeri a Forio, in quanto le navi di più vaste dimensioni e più ampio pescaggio come i traghetti non vi attraccheranno più. Da un’intervista all’ingegnere Franco Tiscione del 1971 apprendiamo che “Lʼamministrazione di Ischia, sin dal 1957, è stata la prima ad iniziare il programma per lo sviluppo nautico del comune, seguito, nel ʻ62- 63, dagli altri comuni. Infatti il comune di Ischia mi affidò lʼincarico di progettare il porto Aragonese, progetto che, finanziato nel ʻ63 dallʼallora Ministro Sullo, fu successivamente respinto dal Consiglio Superiore delle Belle Arti. Dal ʻ63 al ʻ65 fu iniziato il programma dei porti da parte dei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno, Forio dʼIschia e Serrara Fontana. Questa mole di progetti è stata approvata nel periodo ʻ66-ʼ68 e il primo porto è stato quello di Casamicciola già in funzione in parte dal 1970… [per il porto di Forio nel 1971] i lavori sono in corso e si prevede la ultimazione entro il ʻ72-ʼ73 e spero di dare, con il prossimo anno, una prima agibilità. È stato uno dei problemi più difficili da risolvere in quanto si è dovuto trovare la soluzione migliore per evitare gli interramenti e proporzionare i moli per unʼaltezza dʼonda di circa 6 ml in quanto le agitazioni vengono dalla Sardegna. Per tali difficili fattori è stato necessario sperimentare il porto, su modello, nella vasca idrodinamica dellʼIstituto Idraulico di Genova messo a disposizione dal Presidente della 3a sezione del Consiglio Superiore dei LL.PP…Quando sarà ultimato, il porto avrà una superficie di 130.000 mq. e sarà diviso in due parti, una commerciale, con uno sviluppo di banchine di 550 ml. e una turistica con uno sviluppo di banchine di circa ml. 900.”.

Cosa è oggi il porto di Forio? Oggi il porto di Forio è protetto a Ovest da un molo banchinato e ad Est da un molo di sottoflutto. Internamente troviamo una banchina ad “L” che divide in due lo specchio acqueo; la testata di questa banchina è utilizzata dagli aliscafi di linea.

Non pochi sono stati gli eventi naturali che hanno compromesso parte dei moli messi a protezione del porto negli ultimi anni. Tra gli abitanti del comune turrita si ha memoria di due mareggiate entrambe verificatesi durante il periodo natalizio, che hanno rovinato il molo, spezzandolo, hanno fatto affondare le barche nel porto, hanno modificato la profondità del porto stesso, tanto da impedire ai traghetti di attraccarvi per l’insufficiente pescaggio. La prima avvenuta a Natale del 1917 durante la quale affondò la tartana “Madonna del Rosario” e morirono due uomini, e la seconda tra il dicembre 1999 e il gennaio del 2000. Da gennaio del 2000 gli ultimi 50 m del molo di sopraflutto sono stati abbattuti da una di queste mareggiate. Il fanale verde posto sulla testata del molo di sopraflutto è stato divelto anch’esso da una mareggiata; in sua sostituzione è stata posta una boa verde luminosa. Oggi gli aliscafi, peraltro di un’unica compagnia, servono Forio per il trasporto passeggeri con la terraferma, con un sovrapprezzo rispetto al porto di Ischia e a quello di Casamicciola. Non sarebbe male investire per migliorare le condizioni del porto, e pare che l’amministrazione comunale si sia attivata per ottenere i fondi per dragarlo e iniziare così una sistemazione che si rivela ogni giorno più urgente e necessaria.

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.