VIAGGIO NELLA NAPOLI LETTERARIA: L'ARTE E LA CULTURA DEI CAFFè LETTERARI

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Francesca Andreoli / October 22, 2019

Napoli, si sa, è una delle città in Italia, con il fermento culturale tra i più attivi in Italia, se non anche in Europa.

Da sempre, letterati e poeti, uomini di cultura, ma anche politici, scelgono la città del mito di Parthenope per i loro incontri, dove la progettazione e la condivisione di idee prende vita e si sviluppa con entusiasmo.

 

E’ per questo che a Napoli i caffè letterari continuano a riscuotere successo e ad essere scelti come veri e propri luoghi di aggregazione dove poter leggere, ascoltare musica e dialogare con gli altri frequentatori, mentre si sorseggia una tazza di buon caffè. Come in origine, questi caffè mettono a disposizione libri, riviste, organizzano dibattiti, proiezioni di film, mostre fotografiche, concerti e tutto ciò che può riguardare la diffusione dell’arte e della cultura nella nostra città.

Degno di nota è il famigerato “Gran Caffè Gambrinus”, in via Chiaia 1/2 (P.zza Trieste e Trento).

Qui, tra porcellane e angolo del gusto che propone saporiti pasticcini e soffici gelati, i napoletani ritrovano il contatto con l’arte e la cultura, esattamente come si faceva tempo fa, dall’unità d’Italia.

La storia del Gran Caffè Gambrinus inizia infatti nel 1860, quando al piano terra del palazzo della Foresteria, viene aperto il “Gran Caffè”. Affacciato direttamente su Piazza Plebiscito e Palazzo Reale, viene inaugurato ufficialmente il 3 novembre 1890 e diventa da subito il cuore della vita mondana, culturale e letteraria della città: re, regine, politici, giornalisti, letterati e artisti di fama internazionale ne fanno il luogo dove incontrarsi, discutere e scrivere versi.

Divenuto il salotto del bel mondo cittadino, ha fama di vantare all’opera i migliori pasticceri, gelatai e baristi provenienti da tutta Europa e ciò procura subito al Caffè la benevolenza della famiglia reale e il riconoscimento per decreto di “Fornitore della Real Casa”, onorificenza tributata dai Savoia soltanto ai migliori fornitori del Regno delle due Sicilie.

Tra gli ospiti più illustri l’imperatrice d’Austria Sissi, che degustò un ottimo gelato alla violetta, Gabriele D’Annunzio che scrisse al Gambrinus i versi della celebre canzone “A’vucchella”, Matilde Serao che fondò il quotidiano “Il Mattino” seduta proprio ai tavolini del caffè, Benedetto Croce che fece di Napoli la sua seconda città, lo scrittore irlandese Oscar Wilde che si recò nella città partenopea con Lord Alfred Douglas dopo i tristi giorni di prigionia, Ernest Hemingway, il filosofo francese Jean-Paul Sartre che scrisse pensieri su Napoli ai tavolini del Gambrinus “davanti a una granita che guardavo malinconicamente mentre si scioglieva nella sua coppa di smalto” e tantissimi altri.

 

Il Gran Caffè Gambrinus prosperò fino al 1938 quando il prefetto Marziale ne ordinò la chiusura perché considerato luogo antifascista e da quel giorno i locali furono ceduti in parte al Banco di Napoli. Dei fasti che vide il Gambrinus rimase solo il ricordo, imboccando una triste strada di decadenza.

Agli inizi degli anni ’70, decaduto ormai da decenni il fascismo, l’imprenditore Michele Sergio dà inizio alla battaglia per recuperare i locali del Caffè. Grazie al lavoro minuzioso di restauro degli antichi stucchi e di recupero dei pregevoli affreschi, il Gran Caffè Gambrinus rinasce a nuovo splendore.

Riportato ai suoi antichi fasti, torna ad essere il cuore pulsante e il salotto elegante della città e tappa obbligata per letterati e non solo.

Di tutt’altro genere è il Caffè letterario Intra Moenia, nato nel 1989 in vicinanza della murazione greco-romana di piazza Bellini che segnava il confine della antica città, e da qui il nome del locale che in latino vuol dire “dentro le mura”.

Intra Moenia è riuscita a realizzare, agli inizi degli anni ’90, il primo esempio di pedonalizzazione di un’area del centro antico, chiudendo al traffico l’area di piazza Bellini che precedentemente era in uno stato di degrado e ridotta ad un parcheggio abusivo, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dell’area del centro antico.

Inoltre Intra Moenia propone ogni mercoledì, dalle 21.30 circa, propone un appuntamento con la musica, a ingresso gratuito: il Mercoledinote. Alcuni dei concerti in programma per i prossimi mesi, giusto per dare un esempio, sono: Gio Cristiano and Dean Bowman Voodoo Miles band feat. Giovanni Sorvillo (6 maggio) Aequilibrium Trio (jazz, 13 maggio), Swunk Infusion (jazz funk, 20 maggio), Pucci & Urciuolo (jazz/leggera, 27 maggio), Piero Gallo Quartet (etno jazz, 3 giugno), Mario Nappi Trio (jazz, 10 giugno) Rareca Antica (popolare, 17 giugno), Mariano Bellopede Quartet (jazz, 24 giugno), Fabrizio Fedele Trio (rock&blues, 1° luglio), Onda Nueve (etno jazz, 8 luglio), TheRivati (funk blues, 15 luglio) e tanti altri ancora.

Non mancano gli incontri, che si tengono nel celebre salotto del centro storico. Uno da segnalare sicuramente è quello dal titolo ImagoMentis, la rassegna di arti visive curata da Paola Tufo. Martedì 19 aprile l’appuntamento con SCAMPIA STORYTELLING: un modo diverso di raccontare Scampia, fuori dagli stereotipi, lontano dalla retorica che attribuisce alle periferie il marchio indelebile del degrado sociale.

Intra Moenia è anche casa editrice: molti i libri e collane pubblicate con essa. Vi suggeriamo “Così lontana, così vicina”, del giornalista Pier Luigi Razzano. Un viaggio nella Napoli descritta con gli occhi e la mente di Dickinson, Andersen, Gide, Gogol’, Dostoevskij, Ibsen, Freud, Benjamin, Sartre, Neruda, Camus, Proust.

Se quindi avete voglia di bere un caffè e immergervi in queste atmosfere suggestive e ricche di cultura, l’appuntamento non potete che prenderlo a Napoli, in uno dei suoi tanti caffè letterari.

 

 

 

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