Padula (SA)

Categoria: Arte e Folklore Scritto da Palma Emanuela Abagnale / September 19, 2019

PADULA : FESTE, TRADIZIONI, ITINERARI

Padula è situata in Campania, ai confini con la Basilicata, in Provincia di Salerno. Il 29 settembre si festeggia il Patrono, San Michele Arcangelo. Confina con i comuni di: Sala Consilina, Sassano, Buonabitacolo, Montesano sulla Marcellana, Tramutola, Paterno e Marsico Nuovo.  La Certosa di Padula è Patrimonio dell'Umanità iscritto nella prestigiosa lista dei Siti Unesco e parte del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, fertile altopiano posto a circa 450 m s.l.m. nel sud della regione Campania al confine con la Basilicata.

ITINERARIO DEL CENTRO STORICO: DALLE ORIGINI DI PADULA

INIZIO PERCORSO:

Palazzo Romano e riferimenti alla vicenda di C. Pisacane;

Salita dei Trecento – via Costantinopoli: Palazzi Romano,Cappella di S. Maria di Costantinopoli;  Vicenda del brigante Masino;

Via Bracco: ingresso castello e resti archeologici;

Piazza S. Clemente: chiesa e storia, palazzo Padula e storia dei moti liberali;

Via XX Settembre: vicolo cieco in cui furono trucidati i Trecento;

Convento di Sant’Agostino;

Chiesa di S. Michele Arcangelo;

Chiesa di S. Nicola de’ Domnis;

Belvedere Santa Croce;

Casa museo di Joe Petrosino;

Chiesa di San Martino;

Chiesa dell’Annunziata e Sacrario dei Trecento;

Belvedere J. Petrosino.

Itinerario religioso rupestre:                                                                                                                                 

S. Giovanni in Fonte - S Michele alle grottelle - S. Sepolcro;

Certosa di San Lorenzo, desertum e passeggiata dei monaci.

Link utili:

http://www.comuni-italiani.it/065/087/

http://www.youtube.com/watch?v=rizRA_mWVmM&feature=player_embedded

http://www.prolocopadula.com/

http://www.prolocopadula.com/foto.php?id_cat=10

 

LA CASA MUSEO DI JOE PETROSINO

Dalla piazza principale dedicata ad Umberto Primo bisogna seguire le frecce che conducono alla farmacia del centro storico. Le stradine di Padula sono bianche e luminose ed alternano piccole salite e discese. Basterà percorrerle per circa 200 metri prima di veder comparire il portone della casa natìa di Joe Petrosino, il detective italo-americano ucciso cento anni fa a Palermo perché stava indagando sui ponti mafiosi tra America e Sicilia. Giuseppe Petrosino in America era giunto all’età di 13 anni, da emigrato, come molti tra fine 800 ed inizio 900. La sua città natale era Padula, un Comune di circa 5 mila abitanti in provincia di Salerno.

La casa in cui Joe aveva vissuto da bambino è ancora lì, e oggi ospita il Museo realizzato in suo onore. Si tratta di una Casa-Museo, l’unica in Italia dedicata ad un esponente delle forze dell’ordine. Sul portone di legno all’entrata sono incise le lettere M e P, iniziali di Michele Petrosino fratello del poliziotto assassinato. Michele è stato l’ultimo della famiglia ad aver visto Giuseppe vivo a Padula prima che venisse ucciso. Da quel momento aveva conservato tutti gli effetti personali del fratello in dei grossi bauli che avrebbe, poi, affidato alla figlia, la signora Gilda Petrosino, vissuta fino al 1997 e da sempre impegnata nel tramandare la memoria dello zio.
Oggi custode di questa preziosa documentazione è il signor Nino Melito, figlio della signora Gilda, tuttora residente nel paese che era stato del nonno, della madre e dello zio Joe.
Se si ha la fortuna di avere Melito come guida nella visita al Museo, l’esperienza è davvero completa: si ha, infatti, l’impagabile opportunità di ascoltare dalla voce di un diretto discendente, aneddoti ed inediti racconti di vita vissuta.
Ad aprire il portone c’è del personale specializzato, rigorosamente vestito con le divise ufficiali del New York Department. Il numero di matricola stampato sugli abiti è il numero 285 quello che era stato di Joe Petrosino. Già dalla prima stanza comincia il viaggio nei meandri dell’esistenza di un eroe della nostra storia. Dall’infanzia italiana, alla brillante carriera in America nelle forze dell’ordine, fino al terribile assassinio, tutto è raccontato attraverso le 24 sezioni di cui si compone la residenza, i cui ambienti sono stati fedelmente ricostruiti dagli scenografi del Centro Morandi di Roma. Mobili del tempo, foto, articoli di giornale dell’epoca, tutto è messo a disposizione dei visitatori. Lo scopo è quello di dare un’immagine completa del personaggio Petrosino, non solo mitica, ma anche umana. Ci sono il violino e gli spartiti su cui studiava, le figurine degli anni 30, i fumetti che ispirò negli anni ‘50, ma anche i libri, i film, le canzoni che in qualche modo parlano di lui. Immagini dei tanti monumenti che gli sono stati dedicati sono poste accanto alle foto dei suoi principali nemici.
Attualmente il Museo conta 40.000 visite annue e non si può negare che è anche grazie a questo progetto che il ricordo risulta di Joe Petrosino è rimasto così vivo tra la gente.

Padula dista circa 6 km dall’Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria), con uscita al casello di Padula-Buonabitacolo: si prosegue poi lungo la Strada Statale n.19, a 3 km dal bivio di Padula Scalo. La distanza da Napoli e di circa 146 Km. Il costo del biglietto della Casa-Museo è di euro 2,00 comprensivo di Guida ordinaria. Si praticano tariffe scontate per gruppi e scuole ed è possibile effettuare la visita tutto l’anno, sia nei giorni feriali che nei festivi dalle ore 10,00-13,30 e dalle 14,30-19,00. Nel periodo estivo (da giugno a settembre) invece, orario continuato dalle ore 10,00 alle ore 20,00.

 

Palma Emanuela Abagnale

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Agosto 2014 08:41
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Info sull'autore


Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.