ESTRATTO DI POMPEI : IL RACCONTO DI UN TURISTA

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Francesca Andreoli / November 18, 2019

Quando si pensa a Pompei non si può fare a meno di configurarsi nella testa le immagini di un’antica città in cui la magnificenza dell’epoca romana espletò i suoi più proficui effetti, come testimoniano i resti che spuntano ovunque.

 

Tuttavia, benché si associ la civitas pompeiana al fenomeno di egemonia romana , le prime testimonianze di vita nel territorio di Pompei risalgono alla fine del IX secolo a.C., molto prima dell’epoca romana, quindi.

Con l'arrivo dei Greci in Campania, pure Pompei entra nell'orbita del popolo ellenico, anche se è solo sotto gli Etruschi che la città inizia a svilupparsi nell’accezione che più si avvicina a quella moderna: viene costruito un primitivo foro, che risulta essere una semplice piazza adibita a mercato, viene edificato il tempio di Apollo, diverse case vengono dotate del cosiddetto atrio tuscanico, tipico di questo popolo, e vengono fortificate le mura.

Pompei conosce anche un periodo sannita durante il quale la città vive il suo periodo di massima fioritura ed espansione, raggiungendo il suo perimetro definitivo: vengono costruiti il foro e numerosi edifici, sia pubblici che privati, dotati di elevata qualità architettonica, anche le mura vengono rinforzate in pietra di Sarno.

Il periodo romano fu l’ultimo prima dell’eruzione del ’79 d.C.: i senatori romani, affascinati dal territorio fertile e dal clima mite, iniziano a spartirsi i territori intorno alla città.

Chissà come sarebbe diventata Pompei se nel ‘ 79 d.C. il Vesuvio, che nessuno sapeva ancora essere un vulcano (dato che aveva le stesse sembianze di una comune montagna) non avesse distrutto la città con la sua eruzione, che, ci ha tralasciato in eredità uno dei siti archeologici più belli al mondo, il quale nel 1997 è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Gli scavi di Pompei sono un’agghiacciante testimonianza dello stile di vita della città dell’epoca, che sembra serenamente addormentata sotto la polvere vulcanica.

Il sito di Pompei, nel 2016, ha superato i tre milioni di visitatori, risultando il terzo sito museale statale più visitato in Italia dopo il Pantheon e il circuito archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino.

Sia gli scavi di Pompei, che la storia dell'eruzione che ha coinvolto la città, sono stati al centro di numerose opere artistiche come dipinti, romanzi, mostre, film e documentari.

Tra i dipinti più celebri ispirati all'eruzione del Vesuvio c’è Gli ultimi giorni di Pompei, del pittore russo Karl Pavlovič Brjullov.

Con lo stesso titolo, il romanzo di Edward Bulwer-Lytton, del 1834.

Per la categoria narrativa per l’infanzia, si segnala una serie di romanzi scritti da Caroline Lawrence ed intitolati I misteri romani ed ancora, un altro chiamato Pompei e scritto da Robert Harris nel 2003, il quale narra le vicende di un dipendente dell'acquedotto del Serino: nella storia compaiono anche Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane e viene fatto riferimento alla piscina mirabilis di Bacoli.

Ispirati al romanzo di Edward Bulwer-Lytton, troviamo  una serie di film tutti della prima metà del 1900. Più recente (2007) è invece il  Pompei di Giulio Base.

Pompei inoltre è l’ambientazione di una puntata della serie animata de I Simpson, durante la quale la famiglia si reca in visita alle antiche rovine; nella serie Doctor Who, nell'episodio Il Fuoco di Pompei, i protagonisti scoprono che l'eruzione è stata causata per evitare un'invasione aliena.

Pompei inoltre è stata set per diversi documentari per programmi di divulgazione scientifica (come Superquark ed Ulisse), anche la BBC ha mandato in onda negli Stati Uniti un film – documentario dal titolo Pompei, dove viene descritta la vita, di alcuni personaggi realmente esistiti e vissuti tra Pompei ed Ercolano.

Ma probabilmente lo scenario più suggestivo allestito a Pompei fu quello del 1971: l'anfiteatro è stato utilizzato dal gruppo dei Pink Floyd per un concerto senza pubblico, da cui è stato tratto un film documentario dal titolo Pink Floyd: Live at Pompeii.

Se facciamo un salto all’indietro nel tempo di circa 250 anni, arriviamo  1769, l’anno in cui il compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, rimasto estasiato dalla bellezza del tempio di Iside, compose Il flauto magico, che è appunto un’altra bella testimonianza di quanto l’amenità di Pompei possa scuotere gli animi.

La città attira milioni di turisti tutto l’anno anche per la presenza del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, una Basilica che gode di una particolare venerazione da parte dei cattolici di tutto il mondo. Nei giorni in cui si svolgono le suppliche alla Madonna (8 maggio e prima domenica di ottobre), la città accoglie circa sei milioni di pellegrini che raggiungono Pompei con mezzi propri o con bus organizzati.

La storia del Santuario di Pompei è la storia di un sogno che ha coinvolto migliaia di credenti. Bartolo Longo s’impegnò a raccogliere fondi per la costruzione della Basilica, che fu eretta grazie alle donazioni provenienti da tutto il mondo.

La costruzione iniziò l’8 maggio del 1876 sotto la direzione di Antonio Cua, che offrì gratuitamente la sua opera per avviare i lavori del Santuario. Nel corso dei secoli è stato necessario ampliare il Santuario, perché la struttura originale non riusciva più a contenere i numerosissimi fedeli che si recavano a venerare il quadro della Vergine, tuttavia, nonostante i lavori, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, giorni in cui si svolge la Supplica alla Madonna di Pompei, la Basilica non riesce a contenere i pellegrini che arrivano da ogni parte del pianeta per assistere a questa importante preghiera, trasmessa dalle radio e televisioni in diretta mondiale.

Tra gli scavi ed il Santuario, Pompei nasconde altre bellezze che meritano di esser viste: se vi trovate a Pompei non potete non visitare l'Anfiteatro di Pompei, che si trova alla fine della Via dell’Abbondanza, negli scavi archeologici, ed è la più antica costruzione in pietra del suo genere che sia mai stata scoperta: la sua costruzione, infatti, risale all’80 a.C., mentre il primo Anfiteatro di Roma, quello di Statilio Tauro, fu eretto nel 29 a.C. Una particolarità dell’Anfiteatro ritrovato negli scavi di Pompei è che la struttura non aveva alcun sotterraneo sotto il piano dell’arena, come invece hanno le stesse costruzioni dell’età imperiale. Nella parte superiore dell’Anfiteatro sono visibili i larghi fori utilizzati per puntellare la copertura dell’arena, in modo da proteggere gli spettatori sia dal sole battente, che dal vento e dalla pioggia. In questo modo gli spettacoli potevano svolgersi in qualunque periodo dell’anno, inoltre l’Anfiteatro era dotato di uno spalto per sole donne.

La Villa dei Misteri è un’altra attrazione che non può essere persa: è un’antica casa romana, posta leggermente fuori dalla città e dagli scavi archeologici. Non è possibile accertare a chi appartenesse la costruzione, anche se alcuni ritrovamenti fanno intendere che i proprietari dovessero essere ricchi patrizi romani. Alcuni sostengono che la Villa appartenesse a Livia, la moglie dell’Imperatore Augusto, poichè è stata ritrovata una sua statua tra le rovine. La Villa dei Misteri deve il suo nome ad una serie di dipinti scoperti in una camera dell’abitazione, e della quale si cerca di stabilire ancora oggi il significato. Tutte le correnti di pensiero sono concordi nell’affermare che gli affreschi rappresentino una giovane donna che viene iniziata ad un culto. La querelle è incentrata sul tipo di rito al quale sta per essere iniziata la donna. Alcuni sostengono che sia un rito dionisiaco, altri, più semplicemente, ritengono che la donna venga preparata per il matrimonio. Qualunque sia il culto a cui fanno riferimento gli affreschi della Villa dei Misteri di Pompei, resta la forte soggezione che queste immagini incutono ai visitatori. La villa aveva molte stanze, tutte abbellite con grande eleganza e diverse delle quali erano dedicate alle cene e agli eventi mondani.

Forse lo avete visto all’ingresso di qualche villa, da qualche parte in Italia o nel mondo, in una scena di un film o tra le pagine dei libri di scuola: Il cave canem (attenti al cane in latino) è uno dei mosaici più famosi del mondo e si trova proprio qui; da poco restaurato e portato al suo antico splendore, con una protezione che lo mette al riparo da pioggia e vento, si trova nella Casa del Poeta Tragico, che è una tipica casa ad atrio e prende il nome da un mosaico che si trova al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Non c’è che dire, quindi, Pompei è un centro culturale, sociale e religioso che non ha eguali in Italia. La sua bellezza è degli antichi splendori, è elegante, austera, marmorea.

Lo scrittore Herman Melville, a proposito di Pompei: Pompei è uguale ad ogni altra città. La stessa antica umanità. Che si sia vivi o morti non fa differenza. Pompei è un sermone incoraggiante. Amo più Pompei che Parigi.

 

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