AD ISCHIA CERCANDO LUCHINO VISCONTI: QUELLO CHE RESTA DI UN SOGNO.

Categoria: Conoscere il Territorio Scritto da Rosa Regine / November 12, 2019

Il regista Visconti e l’isola d’Ischia: cosa li collega? Sicuramente il luogo misterioso e lontano scelto dal regista nel comune di Forio, e un’antica villa, quella che diventò la sua dimora, che era posta su uno dei promontori più solitari dell’isola, quello di punta della

Mezzatorre, uno dei più esposti ad ovest, nel cuore del Mar Tirreno. La villa inizialmente era stata fondata da uno dei ricchi possidenti del comune di Forio, don Luigi Patalano, detto “don Luigino”, nel tardo ‘800 al posto di una torre cinquecentesca. Egli aveva curato anche la ristrutturazione del fortilizio della Mezzatorre, posto più in basso a guardia della costa. Mezzatorre e villa erano quindi parte di un unico complesso, insieme ad uno splendido e vastissimo bosco. Don Luigi Patalano, nella elaborazione delle linee architettoniche insolite sia della Mezzatorre sia di quella che sarà chiamata la Colombaia aveva tratto ispirazione dai suoi viaggi nel Centro-Europa, e aveva quindi seguito il gusto dell’architettura mitteleuropea. Ancora oggi la villa mantiene intatte tali forme. Prima della seconda guerra mondiale vi si accedeva principalmente per mezzo di un viale sterrato all’ombra degli alberi del bosco nel comune limitrofo, quello di Lacco Ameno; dopo la guerra, una compagnia di militari inglesi realizzò la strada che collega ancora oggi la villa al promontorio di Cavallaro. Purtroppo però, a causa della cattiva situazione economica in cui si trovò, dovuta alla violenta inflazione della lira nell’immediato dopoguerra, Don Luigi fu costretto a vendere la villa e parte del bosco. La posizione esclusiva dell’edificio interessò il barone Fassini, di origini siciliane, che l’acquistò. Quando anche i Fassini dovettero vendere, Luchino Visconti, che aveva preso in affitto in precedenza la villa durante alcuni periodi estivi, e che non aveva potuto stabilirsi nel comune di Ischia (dove sin dal 1947 avrebbe voluto acquistare la splendida villa Colucci) l’acquistò, colpito non solo dalla sua posizione, ma anche dal fatto che “l’edificio fosse esempio di stile eclettico, di moda alla fine Ottocento, in una mescolanza sapiente di Neogotico, Secondo Impero e Liberty”. La villa aveva subito alcune modifiche dopo l’acquisto da parte del regista: oltre al cambiamento di arredi e pavimenti, furono abbassati i soffitti, riprendendo il modello delle volte a ogiva esterne e furono poste alcune statue dei cani che Visconti adorava, davanti all’ingresso principale, quasi a guardia del prezioso edificio. La villa era ed è costituita da due dépendances e da un edificio nel quale Visconti abitava e aveva il suo studio, dove portò altresì alcuni “pezzi” di scenografie. Quest’ultimo aveva diversi livelli che consentivano al regista una differente visione e “inquadratura” dello splendido panorama, anche grazie ad un ascensore esterno in vetro colorato, che era orientato verso il fortilizio della Mezzatorre. La posizione della villa, così distaccata dal resto del comune di Forio, se da un lato ha riflettuto l’aristocratico distacco di Luchino Visconti, nondimeno dall’altro ha consentito al regista di trovare la dimensione ideale per la propria esistenza, permettendogli comunque di intrattenere rapporti con la gente dell’isola, come con il suo cameriere Giuseppe Boccanfuso, che Visconti fece partecipare come addetto al ciak alle riprese del film “La terra trema” e al quale affidò la custodia della sua villa di Roma, e di conoscere altri personaggi illustri che avevano scelto l’isola per gli stessi motivi del nostro regista, come il compositore inglese William Walton.

Gli arredi della Villa, oggi quasi del tutto scomparsi, comprendevano tra l’altro una notevole collezione di bronzetti art nouveau, oggetti in vetro di inizio Novecento, acquistati da Visconti negli anni ’60, ed altre opere d’arte che rispecchiavano il suo amore per la bellezza.

Fino a qualche anno fa la villa, pur depredata negli anni di molte opere d’arte, dai lampadari ai pavimenti ai pezzi di scenografia, era aperta al pubblico dal comune di Forio che l’aveva acquistata insieme al parco e ne aveva curato il restauro, poi una fondazione l’ha presa in gestione dal 2002 per tenere vivo il ricordo del Maestro e gestire la sua eredità, custodendo le foto della famiglia Visconti, delle sue proprietà, dei suoi amici e delle sue amiche, molte delle quali erano foto di scena, i pochi abiti e le scenografie rimaste.

Nel bosco fu ospitato un teatro in legno e una tomba per il regista e per una sua sorella, Uberta.

Oggi la fondazione che aveva preso in gestione la villa non c’è più e l’uso del complesso è tornato in esclusiva al comune che si spera possa farne buon uso in futuro.

    

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.