DOVE OSANO LE CAPRE

Categoria: Sport e Ambiente Scritto da Palma Emanuela Abagnale / August 4, 2020

Dove osano le capre

Quando ad ottobre gli yacht e le barche di lusso abbandonano le calette smeraldo intorno a Positano, i sentieri che da Agerola portano ad Amalfi si colorano delle tonalità dell'autunno. Sconosciuti al turismo di massa, e battuti dai soli amanti del trekking, si diramano a strapiombo su un mare multicolore, si nascondono tra  boschi di castagni e attraversano  ruscelli e gole rocciose

Partendo da Agerola, si ha subito l’impressione di essere in un luogo di montagna. I castagni ingialliti vestono  i sentieri di foglie colorate e ricci, ma quando i loro rami si aprono come sipari dorati, il blu acceso del mare ci mostra dove siamo.

 

Qua e là greggi di atletiche caprette saltellano da un picco all’altro brucando senza sosta finchè non viene sera. Nuvole di felce verde e colonie di ciclamini viola fanno da cornice in un luogo dove l’infinità del mare sembra solo un dettaglio.

Continuando nel percorso, con occhi già sazi di tanta bellezza, ci si imbatte nella cascata che fa un salto di 40 metri e rompe il silenzio scivolando dalla valle delle Ferriere fino al porto di Amalfi.

 

Si risale fino al piccolo borgo di Minuta e qui un nuovo spettacolo va in scena. Distesa sulla collina, Ravello mostra la facciata della sua chiesa romanica, i chiostri e le ville che si affacciano verso un paesaggio che non sembra mai finire.

 

 

È sera e la luna non può mancare a questa festa. Scendendo per l’infinità di scalini si arriva a Scala, e passando davanti alla sua chiesa diroccata, le luci del campanile di Sant’Andrea ci mostrano la via verso Amalfi.

 

 

 

 

Miky Merisi

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Giugno 2014 10:41
Thank for sharing!

Info sull'autore


Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.