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IL GUARDIANO DEL VULCANO

Categoria: Sport e Ambiente Scritto da Palma Emanuela Abagnale / August 4, 2020

Il Guardiano del Vulcano

Percorrendo l’A3 da Napoli verso Salerno, superata Pompei, i Monti Lattari della penisola sorrentina si ergono sempre più imponenti. E’ gennaio, il Faito con le sue curiose cime innevate staglia la sua mole quasi a fronteggiare quella del ben più famoso Vesuvio; anch’esso insolitamente incappucciato di bianco.

 

 

Il guidatore frettoloso non ci farà caso, ma in questo scenario di giganti si erge su una piccola collina a 300 msl circondata di vigneti, un guardiano dalla piccola mole ma dal grande passato. E’ il Castello di Lettere, che da più di mille anni osserva gli umori del vulcano e domina una pianura in cui, col passare dei secoli, si sta sempre più stretti.

Quando il cielo è limpido, e lo smog della popolosa pianura sottostante concede una tregua, la visita del Castello di Lettere regala uno spettacolo mozzafiato da far impallidire gli scenari fin troppo pubblicizzati della vicina penisola sorrentina. Dal tappeto di case si erge imponente la mole inconfondibile del Vesuvio e del Monte Somma. Si può addirittura scorgere la vasta area degli Scavi di Pompei “soffocati” dagli agglomerati edilizi, e più in la il Golfo di Napoli e le colline della metropoli partenopea. Da mille anni il piccolo guardiano osserva i mutamenti della “montagna viva” che gli si erge di fronte.

Il Vesuvio, che oggi appare come un placido gigante dal crine imbiancato, porta con sé una lunga storia fatta di devastanti distruzioni e di morte. Ma l’uomo sembra avere la memoria corta! Più volte nei secoli, la pianura ai piedi del vulcano è stata seppellita da cenere e lapilli, da lava e pietre incandescenti. Eppure l’uomo ritorna prepotente, oggi, con altro tipo di devastazione: l’abusivismo edilizio. Ma questo è un altro argomento. La vista dal castello di Lettere è a 360°.

Il Monte Faito con le sue cime a forma di denti, forma un muraglione tra le due costiere: amalfitana e sorrentina. Si erge ad ovest del castello e regala un altro scenario completamente diverso da quello descritto prima. Il paesaggio è collinare e montuoso, lussureggiante nei suoi vigneti, o aspro nelle pareti a strapiombo e le falesie paradiso degli scalatori.

Un po’ di storia

Il castello di Lettere fu edificato nel X secolo quando gli Amalfitani che avevano conquistato quei territori, necessitavano di strutture difensive. La rocca, edificata  in posizione dominante sui Monti Lattari era parte di un villaggio fortificato che si componeva di una massiccia cinta muraria posta a protezione della chiesa, dove nel 984 d.C.,Lettere divenne una sicura sede vescovile.

Con la pace di Amalfi con il ducato napoletano, la donazione di Lettere ad un nobile napoletano, e la concessione del castello come feudo da Federico II a filangieri inizia il declino del "castello letterese" , che in epoca aragonese, con i Miroballo con ulteriori modifiche (apertura di finestre) passa da struttura militare a residenza fortificata del feudatario.

Oggi dell'antico castello ancora in fase di ristrutturazione restano le quattro torri in tufo tra le quali spicca la più alta e ampia la " TORRE MAGGIORE" con pietre simmetricamente disposte che insieme alle altre tre più piccole e in forma cilindrica ancora in buono stato conservate, ne formano il perimetro.

La torre che sovrasta il piccolo borgo di San Nicola è interamente vuota ed è denominata "TORRE DEL GRANO" la quale serviva da dispensa in caso di attacchi. Le torri dicevamo delimitano il perimetro del castello , mentre dall'interno nelle parti interrate sono ancora visibili numerose strutture coperte, che sono presumibilmente delle cisterne.

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Miky Merisi

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Giugno 2014 10:42
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Info sull'autore


Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.

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