IL NATALE A NAPOLI: GLI ZAMPOGNARI

Categoria: Arte e Talenti Scritto da Francesca Andreoli / October 31, 2020

Quella dello zampognaro è una figura visceralmente legata alla città di Napoli, dove non c’è Natale senza il suono nostalgico e melodioso della zampogna che, dal mese di novembre, invade i vicoli e le case.

 

La zampogna e molto diffusa nell’Italia centro-meridionale fin dall’età arcaica, quando l’utriculus (antenato della zampogna) veniva suonato nell’Antica Roma, soprattutto al cospetto dell’imperatore Nerone che, amante delle arti e della musica, si dilettava con le zampogne.

La diffusione a Napoli si ebbe a partire da metà Settecento, quando lo strumento faceva da accompagnamento musicale alle preghiere dell’avvocato-prelato Alfonso Maria de’ Liguori, che raggruppava i lazzari per strada in piccoli gruppi canori, facendogli così apprendere i fondamenti del cristianesimo. Fu proprio lui a consegnare alla storia “Tu scendi dalle stelle”, brano immancabile nella scaletta degli zampognari.

A testimonianza del legame indissolubile con la città partenopea, immancabile nel presepe napoletano è la coppia di zampognari, dove generalmente trova posto nelle immediate vicinanze della Capanna, vicino a un gregge di pecore: le zampogne, infatti, erano legate a un’economia pastorale fatta di sacrificio e di povertà.

Per certi aspetti, i valori e lo stile di vita di uno zampognaro, sono ancora oggi legati a questi principi, forse è per questo che la figura gode tutt’oggi di un innegabile fascino; tuttavia, l’attività dello zampognaro non è semplice: occorre molto esercizio per imparare a suonare lo strumento, inoltre essere uno zampognaro significa soprattutto sacrificarsi per la propria passione.

Economicamente non sono sempre ripagati, nonostante siano ben accetti dai napoletani, che credono che ascoltare il suono della zampogna porti bene, infatti, in un clima di diffidenza che stiamo vivendo, gli zampognari sono le uniche figure “estranee” a cui si apre ancora la porta senza riserbo alcuno.

Nel periodo natalizio, quando le strade sono invase da turisti e non, è possibile ascoltare il loro suono nei pressi del Centro Storico, tra il reticolato di vicoletti, mentre ci si appresta alle compere dei regali.

L’otto dicembre, invece, in occasione della festa della Immacolata Concezione, si può assistere al tradizionale omaggio che gli zampognari rivolgono alla Vergine, nella chiesa di San Domenico Maggiore: un momento suggestivo, carico di emozioni. In assoluto silenzio dei fedeli, gli zampognari (di solito tre) entrano a passo lento uno dietro l’altro, con in spalla il loro strumento. Giunti sotto la statua, iniziano la loro toccante performance, non prima però di essersi cimentati in un rigoroso e lungo inchino alla Madonna, che viene omaggiata di un pezzo di stoffa del loro tradizionale mantello.

 

 

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