LINDA EDELHOFF, ARGILLE DI LUNA

Categoria: Arte e Talenti Scritto da Francesco Saverio Caiazzo / August 4, 2020

 

 

 

 

 

L’artista Linda Edelhoff esporrà presso la Galleria della famosa Bibliotheca Angelica, nel cuore di Roma, le sue opere scultoree. La prestigiosa location, sede dell'Accademia Letteraria dell'Arcadia e facente parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali è, insieme alla Biblioteca Bodleiana di Oxford, uno dei primi esempi di biblioteca “pubblica”, e uno dei luoghi più autorevoli della cultura internazionale.

La mostra, che sarà inaugurata nei primi mesi del 2021, è a cura del critico d’arte Antonella Nigro che così si esprime sull’opera della scultrice italo-tedesca: “Linda Edelhoff, vantando una lunga e proficua carriera e un ottimo retroterra culturale di specifica matrice storico-artistica, possiede la fiamma inestinguibile della sperimentazione, che unitamente ad una fervida curiosità e ad un indiscusso talento, le riservano un posto determinante nel vasto panorama dell’arte contemporanea. Dopo una lunga e attenta esplorazione del figurativo e una profonda conoscenza e continua manipolazione dei materiali, l’artista giunge ad una consapevolezza che la guida verso la scultura, linguaggio artistico a lei particolarmente congeniale. Rare e geniali le scultrici nella storia dell’arte, sovente esibiscono, come nell’opera della bella e sfortunata Camille Claudel, una sottile, riconosciuta, originale capacità interpretativa e una resa plastica innovativa delle proprie intuizioni che, spesso, superano i ristretti dettami della loro epoca e anticipano, di gran lunga, soluzioni estetiche inerenti il movimento, l’espressione, il modellato, il tema che divengono fluttuanti e dinamiche e posseggono il pathos, fremente e delicato, di un sentire tutto al femminile.

Linda, con la sua ricerca incentrata sulla liricità della fiaba, trasmette significati palesi e velati, parlando, simultaneamente, a tutti i livelli della complessa personalità umana. La sua è un’operazione intensa e profonda: offrire nuove dimensioni di pensiero e d’immaginazione in una contemporaneità, troppo spesso, legata strettamente al contingente e al reale. Nell’arte si sono avuti esempi mirabili, a firma di famosi autori, riguardo la rappresentazione del mondo incantato del racconto, della leggenda e della favola: Gustave Doré, Salvador Dalì, e soprattutto Marc Chagall che illustrò, con variopinte e sognanti gouaches, i racconti di Gogol e La Fontaine.

Linda indaga questo universo attraverso il linguaggio della tridimensionalità e, l’interpretazione scultorea di personaggi delle fiabe, risulta d’intenso impatto visivo poiché è insito un particolare e magico ossimoro in tale procedimento artistico: l’ineffabilità della novella, atemporale, onirica, fantastica e la materia tangibile, concreta, reale dell’opera d’arte a tutto tondo. Molti gli esempi che, disseminati in numerose città non solo europee, dimostrano l’amore degli artisti per la fiaba e la sua interpretazione: dalla statua bronzea della bellissima Sirenetta narrata da Andersen e situata all’ingresso del porto di Copenaghen, realizzata dallo scultore Edvard Eriksen, a quella di Peter Pan intento a suonare il flauto sul ceppo di un albero con fate e piccoli animali in Kensington Garden ad opera di George Frampton, da quella di Alice creata da José de Creeft posizionata in Central Park, a quella dei Musicanti di Brema plasmata dallo scultore Gerhard Marcks e installata nell’omonima città. Linda, in una vasta collezione, concentra la sua attenzione sulla fiaba tradizionale tedesca, pubblicata dai Grimm, de “Il principe ranocchio”, già preferita e illustrata dall’artista liberty Raphael Kirchner, nella quale il piccolo protagonista ritornerà al suo regale aspetto umano solo dopo il tanto atteso bacio della principessa. Ebbene, le innumerevoli espressioni di stupore, spavento, incredulità, confusione della fanciulla che, malvolentieri, sopporta la vista e le attenzioni della bestiola, sono tratte dall’artista nelle argille bianche sulle quali la luce gioca un ruolo determinante fungendo, essa stessa, da elemento narrante. Infatti, l’attimo sospeso, scelto da Linda, è sempre cruciale allo sviluppo dell’azione descritta, è cuore e fulcro dell’intero intreccio pur essendo un unico istante bloccato per sempre nella scultura. Le bellissime fattezze delle sue fanciulle si accendono di vita nella materia nivea che, con i suoi opalescenti riverberi, apre le porte ad un mondo fatto di grazia, immaginazione e poesia, ad un universo molteplice, articolato e ludico, dove regna una soffusa nostalgia. In acrobatico equilibrio tra vero e falso, tra maturità ed infanzia, ecco che l’arista si racconta e, al contempo, suggerisce e invita a ricostruire un mondo ideale e a superare una realtà, talvolta, dai toni oscuri.

Profonda interprete del proprio tempo e delle contraddizioni e fragilità in esso racchiuse, l’artista ha recentemente proposto il busto di papa Francesco che, lontano dalle ispirazioni e dai campi d’indagine a lei consueti e cari, diviene traccia esplicita e testimonianza pregnante di questo nostro, incerto e transitorio, presente. Il pontefice è ritratto con volto bonario e sorriso appena accennato, come a voler suggerire una scintilla di ottimismo sempre viva, gli occhi, senza pupille, divengono specchi per l’umanità che, in essi, può rivedersi e riconoscersi in un’unità non solo apparente, che superi la solitudine infinita del vuoto sagrato della Basilica di San Pietro che, sotto la pioggia di un cielo plumbeo, ha segnato, più d’ogni altra immagine, la tragedia della pandemia nel protagonismo sofferente e mesto del papa e dell’uomo. L’opera è, dunque, pervasa di silenzio e anela al raccoglimento e alla preghiera, ma in un’accezione più ampia e universale, che travalichi il singolo culto e il particolarismo individuale, che sia commozione e apertura, ascolto e collaborazione, emozione e partecipazione alla vita tutta. Il “miracolo” è totalmente affidato all’arte, unica via capace di scoprire e cogliere quella meraviglia che è quotidiana aurora del vivere e del divenire.”

 

 

 

 

 

 

 

Thank for sharing!

Info sull'autore


Francesco Saverio Caiazzo

Avvocato. Tra le sue passioni: l'arte, la fotografia, gli sport all'aria aperta.