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LA GRANDE TIRATA DEL CARRO DI MIRABELLA ECLANO (AV)

EVENTI 
 
 24 09 2017 14:30
Evento da 16 09 2017 14:30 a 24 09 2017 23:59

Torna sabato 16 settembre 2017 (ore 14:30) a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, la Grande Tirata del Carro, la grande festa in onore di Maria SS. Addolorata, tra le più spettacolari della Campania.

Il trasporto avviene, attraverso i campi e lungo le strade cittadine, da sei coppie di buoi e da migliaia di persone (eclanesi e non) che arrivano da ogni dove. Aggrappati alle funi di canapa che si diramano da esso, i funaioli tirano il carro a braccia, pronti a correre, ad allentare la presa o a frenarne la corsa, pur di evitare l'evento più temuto, una rovinosa caduta considerata dai protagonisti del rito foriera di sventure.

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:

Sabato 16 settembre 2017:

ore 14:30: La Grande Tirata del Carro

ore 00:00: Notte Bianca - Opening Circus Party e live show dei n. 1 in classifica DeeJay Parade: Fargetta, The Soundlovers, da bliz let me be.

Lunedì 18 settembre 2017:

ore 21:00: Ermal Meta in concerto presso Piazza XXIV Maggio.

Domenica 24 settembre 2017:

ore 21:30: esibizione, presso Rione Italia, del gruppo “Io Canto Massimo”, cover band di Massimo Ranieri.

INFO: http://www.comunemirabellaeclano.gov.it/

LA PROCESSIONE

Durante la processione, un obelisco alto circa venticinque metri costituito da una struttura di legno rivestita da pannelli di paglia lavorati a mano viene trainato per le strade del paese e nei campi durante il sabato precedente la terza domenica di settembre per onorare la Madonna Addolorata. Sei coppie di buoi e una gran massa di persone che reggono le funi di canapa legate all’obelisco, i ‘funaioli’, guidano l’obelisco prendendosi cura del suo corretto cammino. Tutti possono partecipare alla “tirata” delle funi, non solo i cittadini ma anche i visitatori provenienti da ogni parte del mondo per omaggiare la Madonna Addolorata.

UN PO’ DI STORIA

Il culto per la Vergine risale al ‘600, quando i contadini, per omaggiare la Madonna, allestivano carretti colmi di spighe, che venivano condotti dalle campagne fino al centro abitato. Si trattava di piccoli obelischi su cui si posizionava l’immagine della Madonna o di altri santi, in paglia intrecciata. Con il passare del tempo, sul finire del secolo, l’offerta alla Madonna si è raccolta nella creazione di un unico obelisco di notevoli dimensioni a cui contribuisce l’intera comunità. Nel 1881 e nel 1961 il Carro si abbatté al suolo, annunciando la carestia che colpì l’Irpinia nel 1882 e il terremoto del 1962. Questo intreccio di emozioni così diverse si protrae per tutta la durata della “tirata” (circa cinque ore) e si conclude con il trasporto in trionfo del timoniere e con la benedizione degli animali davanti alla chiesa dedicata alla Madonna Addolorata. E’ proprio la forma sincretica di sacro e profano che vince su tutto: grazie a questo connubio il mito si fonde con la storia, per partorire il “gioiello di paglia” che ormai da secoli costituisce il simbolo della comunità eclanese. Per tutta la durata dell’anno, il carro è oggetto di infinite cure e perfezionamenti, come se venisse in un certo senso “coltivato”, ed è proprio questa immagine di un lavoro e un impegno incessante, che accomuna la festa al lavoro costante e puntuale del contadino, capace di produrre l’elemento centrale dell’alimentazione: il grano, simbolo del dono divino della vita. Nell’antica Aeclanum erano radicati i culti misterici per Mefite, Cibele, Iside, Dioniso e la vicinanza con Benevento e Pozzuoli, lo scalo marittimo internazionale di Roma, favorì la diffusione nel territorio eclanese dei culti mediorientali, le cui tracce sono state rinvenute proprio in questo antico sito archeologico. Alla fine del IV secolo Eclano fu una diocesi molto attiva nell’opera di evangelizzazione del suo territorio, grazie all’attività svolta dal vescovo Memore e da suo figlio Giuliano, già vescovo di Eclano ed in rapporti epistolari con S.Paolino di Nola e S.Agostino. I cristiani del distretto eclanese formarono la Sancta Aeclesia Aeclanensis che guidò la parte orientale dell’Irpinia nell’opera missionaria di propaganda che abbracciava un territorio scarsamente produttivo, per buona parte incolto, socialmente, culturalmente e religiosamente immobile. L’obiettivo della Chiesa cattolica era quello di far confluire l’etica contadina in quella cristiana, ed il veicolo necessario a raggiungere questo scopo era la trasposizione delle ricorrenze festive pagane nel calendario liturgico cristiano. A partire dal III secolo d.C., dopo il Concilio di Nicea, il calendario comprendeva solo feste cristiane, segno concreto della volontà di far scomparire i costumi pagani. La Chiesa, dunque, operò un “rimaneggiamento” in chiave cristiana di numerosi riti pagani, peculiari della società arcaica, dando vita a quel sincretismo magico-religioso che tuttora caratterizza la maggior parte delle feste e tradizioni, soprattutto di paesi montani e di comunità agricole. Probabilmente, proprio in questa fase, l’autorità ecclesiastica si vide “costretta” ad occultare i numerosissimi simulacri oggetto di venerazione, ricoprendoli con fiori o con proprie immagini sacre, e a dedicare le cerimonie a qualche santo cristiano associandolo, semmai, ad un raccolto straordinario o ad un evento miracoloso. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se anche il culto di Maria, che dal Concilio di Efeso (431) fu ritenuta la madre di Dio, prese il posto delle divinità femminili precristiane come Iside, madre e redentrice, già conosciuta e venerata nell’ Impero romano…

Il Carro di Mirabella Eclano nasce ufficialmente alla fine del 1600, arricchito da nuovi ed originali elementi di paglia, ma pur sempre legato all’elemento originario che aveva dato vita alla tradizione, e cioè il comune carro agricolo a due ruote. Risale al 1869 il primo progetto di obelisco veramente artistico. Ne fu l’artefice Stanislao Martino.  


Luogo83036 Mirabella Eclano AV, Italia

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Altre date

  • da 16 09 2017 a 24 09 2017