INTERVISTA ALLA SCRITTRICE IMMA VENTURO

Categoria: Proposte Letterarie Scritto da Palma Emanuela Abagnale / October 20, 2019

Il mese scorso si è svolta a Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano, la presentazione del libro di Imma Venturo “Saziare la Bulimia”. Ma non si è trattato di una semplice presentazione, perché si tratta di un vero e proprio progetto di sensibilizzazione sul tema dei disturbi alimentari che l’autrice sta portando in giro per l’Italia, e non solo...

Mentre ci accingiamo insieme a preparare il prossimo evento che si terrà ad ottobre, ho pensato di fare un’altra intervista ad Imma per tenere sempre accesa l’attenzione sul tema. 

Alla domanda “Cosa significa per te combattere contro la bulimia e cosa ti ha dato e ti da forza nei momenti critici?”, la scrittrice Imma Venturo ha risposto: 

“Essere bulimica era per me ha significato non sentirmi sola: paradossalmente "MIA" era l’unica che non mi abbandonava mai, in un mondo in cui ero sola.

Sembra difficile da capire, ma era cosi e per tanti è ancora così.

Significava avere vergogna e combattere ogni giorno con un’ossessione che andava nascosta.

Nascondevo le tracce della bulimia, sperando che nessuno se ne accorgesse. Sapevo che nessuno avrebbe approvato il mio comportamento. Nessuno capiva la malattia e nessuno capiva me. Solo io e Mia ci capivamo perfettamente. Quando andavo in bagno a vomitare aprivo un rubinetto o attaccavo la musica per non far sentire i rumori mentre vomitavo, dopo stavo attenta a pulire bene.

Cosa significa oggi?

Un’ossessione durata una vita non va via così facilmente. Ho iniziato un percorso chiamato “Guerrieei dell’anima, e ogni giorno impugno la mia arma e combatto: il manico ora è dalla mia parte. Sono una guerriera, me lo sono anche tatuata.

Per quanto riguarda i momenti critici, voglio specificare che durante un attacco di bulimia la sensazione è quella di perdere il controllo. La perdita di controllo associata alle abbuffate, però, non è assoluta.  

Spesso si ricorre anche ad inappropriati comportamenti compensatori per prevenire l’incremento ponderale, neutralizzando gli effetti dell’abbuffata. Tra i metodi, quello più frequentemente adottato è l’autoinduzione del vomito, tra i più tipici sintomi della bulimia.

Il vomito riduce la sensazione di malessere fisico, oltre alla paura di ingrassare. In alcuni casi il vomito rappresenta l’effetto ricercato. La persona affetta da bulimia si abbuffa per poter vomitare, oppure vomita anche per piccole quantità di cibo. In genere, nelle fasi avanzate del disturbo, si riesce anche a vomitare a comando. Altre condotte di eliminazione dei pazienti bulimici sono rappresentate dall’uso inappropriato di lassativi e diuretici. L’uso di lassativi è presente in un terzo dei soggetti che presentano i sintomi della bulimia nervosa. Raramente è presente anche uso di clisteri subito dopo l’abbuffata, ma non è mai la sola condotta di eliminazione. Altre misure compensatorie per le abbuffate sono il digiuno nei giorni successivi o l’esercizio fisico eccessivo. Raramente viene fatto uso di ormoni tiroidei per accelerare il metabolismo ed evitare l’aumento di peso.

Detto questo ora che faccio?

Tante cose per combattere.

Rimando il piacere... Ascolto musica, leggo, scrivo, mi alleno, faccio una telefonata, medito, ma soprattutto parlo, condivido, aiuto: il mio progetto è la mia terapia”.

Thank for sharing!

Info sull'autore


Palma Emanuela Abagnale

Direttore responsabile della rivista CamCampania

Background e Competenze:  “Le mie principali qualifiche sono quelle di Giornalista Pubblicista (iscritta da luglio 2014 all’Albo dei giornalisti pubblicisti della Campania) e di Cultural Manager (avendo conseguito la Laurea magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale presso l’Università Federico II di Napoli - Titolo della tesi: “La Comunicazione Integrata per la valorizzazione del territorio). Sono appassionata d’arte e fotografia; raccontare (anche per immagini) e organizzare eventi è ciò che faccio dal 2010 per CamCampania, network artistico-culturale che valorizza beni ambientali e culturali (materiali e immateriali) attraverso la comunicazione integrata.